diff --git a/Corsi/Geometria e topologia differenziale/Scheda riassuntiva/main.pdf b/Corsi/Geometria e topologia differenziale/Scheda riassuntiva/main.pdf index 6d816bf..24ec3c1 100644 Binary files a/Corsi/Geometria e topologia differenziale/Scheda riassuntiva/main.pdf and b/Corsi/Geometria e topologia differenziale/Scheda riassuntiva/main.pdf differ diff --git a/Corsi/Geometria e topologia differenziale/Scheda riassuntiva/sections/3-curve_su_superfici.tex b/Corsi/Geometria e topologia differenziale/Scheda riassuntiva/sections/3-curve_su_superfici.tex index 132e4b9..83a6764 100644 --- a/Corsi/Geometria e topologia differenziale/Scheda riassuntiva/sections/3-curve_su_superfici.tex +++ b/Corsi/Geometria e topologia differenziale/Scheda riassuntiva/sections/3-curve_su_superfici.tex @@ -464,4 +464,153 @@ \end{proposition} %TODO: idea di dimostrazione? + + \section{Superfici localmente isometriche e Theorema egregium} + + \subsection{Conservazione delle lunghezze su superfici localmente isometriche} + + \begin{proposition} + Data una parametrizzazione $\vec{x} : U \to \RR^3$, + si ha $\ell(\overline{\alpha}) = \ell(\vec{x} \circ \overline{\alpha})$ + per ogni curva $\overline{\alpha} : [a, b] \to U$ se e solo se + $\I_P = I_2$ per ogni punto $P$ in $\vec{x}(U)$. \smallskip + + In altre parole, $\vec{x}$ preserva le lunghezze delle curve se e solo se + $E \equiv G \equiv 1$ e $F \equiv 0$. + \end{proposition} + + \begin{proof} + Sia $P$ un punto di $\vec{x}(U)$ con $P = \vec{x}(u_0, v_0)$. Siano $\lambda$, + $\mu \in \RR$. Si può scegliere una curva $\overline{\alpha}$ su $U$ + con $\overline{\alpha}(0) = (u_0, v_0)$ e $\overline{\alpha}'(0) = (\lambda, \mu)$. \smallskip + + Preservare le lunghezze di ogni curva vuol dire anche + preservare le lunghezze di ogni porzione di $\overline{\alpha}$. Questo implica + $\norm{\overline{\alpha}'} = \norm{\alpha'}$, dove $\alpha = \vec{x} \circ \overline{\alpha}$. \smallskip + + Se $\overline{\alpha}(t) = (u(t), v(t))$, allora: + \[ + \alpha'(0) = \lambda \vec{x_u}(P) + \mu \vec{x_v}(P). + \] + L'arbitrarietà di $\lambda$ e $\mu$ implica + che la mappa $(a, b) \mapsto a \, \vec{x_u}(P) + b \, \vec{x_v}(P)$ sia + un'isometria per ogni punto $P$, + e quindi che $\I_P$ sia l'identità $I_2$. + \end{proof} + + \begin{definition}[Isometria locale] + Una parametrizzazione regolare $\vec{x}$ si dice + \textbf{isometria locale} se su tutti i punti di + $\vec{x}(U)$ si ha $E \equiv G \equiv 1$ e $F \equiv 0$ + tramite $\vec{x}$. + \end{definition} + + \begin{definition}[Superfici localmente isometriche] + Siano $\Sigma$ e $\Sigma^*$ due superfici di $\RR^3$. Siano + $P \in \Sigma$ e $P^* \in \Sigma^*$. Si dice che $\Sigma$ e + $\Sigma^*$ sono \textbf{localmente isometriche} intorno a + $P$ e $P^*$ se esistono + $\vec{x} : U \to \Sigma$ parametrizzazione di $P$, e $\vec{x^*} : U \to \Sigma^*$ + parametrizzazione di $P^*$ con $E \equiv E^*$, $F \equiv F^*$ e + $G \equiv G^*$ su $U$. + \end{definition} + + \begin{remark} + Passare da un intorno di una superficie a un intorno di una superficie ad essa + localmente isometrica conserva le lunghezze. \smallskip + + \[\begin{tikzcd} + && \Sigma \\ + {[a, b]} & U \\ + && {\Sigma^*} + \arrow["f"{description}, from=1-3, to=3-3] + \arrow["\alpha"{description}, curve={height=-12pt}, from=2-1, to=1-3] + \arrow["{\overline{\alpha}}", from=2-1, to=2-2] + \arrow["{\alpha^*}"{description}, curve={height=12pt}, from=2-1, to=3-3] + \arrow["{\vec{x}}", from=2-2, to=1-3] + \arrow["{\vec{x^*}}"', from=2-2, to=3-3] + \end{tikzcd}\] + + Se $\alpha$ è una curva su $\Sigma$, allora si può fattorizzare come $\vec{x} \circ \overline{\alpha}$ con + $\overline{\alpha}(t) = (u(t), v(t))$ + (vd. Proposizione \ref{prop:coordinate_curva_parametrizzazione}); analogamente si fattorizza la + curva ottenuta sulla superficie $\Sigma^*$ come $\alpha^* \defeq \vec{x^*} \circ \overline{\alpha}$. \smallskip + + La tesi è equivalente a mostrare che $f \defeq \vec{x^*} \circ \vec{x}$ conserva le velocità delle curve. + Ma questo è vero, infatti: + \[ + \norm{\alpha'(t)}^2 = \overline{\alpha}'(t)^\top \I_P \overline{\alpha}'(t) = \overline{\alpha}'(t)^\top \I_P^* \overline{\alpha}'(t) = \norm{(\alpha^*)'(t)}^2, + \] + e $\I_P = \I_P^*$. + \end{remark} + + \begin{remark} + Una superficie $\Sigma^*$ ottenuta come rototraslazione o riflessione di una superficie $\Sigma$ è + localmente isometrica a $\Sigma$ nei punti associati. + \end{remark} + + \subsection{Theorema Egregium, simboli di Christoffel e conseguenze} + + \begin{remark} + Osserviamo che, se $\vec{x}$ è una parametrizzazione regolare, + allora $\{\vec{x_u}, \vec{x_v}, \vec{n}\}$ -- dove $\vec{n}$ è la + normale indotta da $\vec{x}$ -- è una base di $\RR^3$ in ogni punto. + Pertanto anche $\vec{x_{uu}}$, $\vec{x_{uv}}$ e $\vec{x_{vv}}$ dovranno + scriversi in questa base. + \end{remark} + + \begin{definition}[Simbolo di Christoffel] + Sia $\vec{x}$ una parametrizzazione regolare. Si indica con + il \textbf{simbolo di Christoffel} $\Gamma_{ij}^k$ il coefficiente di $\vec{x_k}$ + del vettore $\vec{x_{ij}}$, dove + $\{i, j, k\} \subseteq \{u, v\}$. + \end{definition} + + \begin{remark} + Si osserva subito che vale la seguente formula: + \[ + \boxed{\begin{pmatrix} + \vec{x_u} \cdot \vec{x_{ij}} \\ + \vec{x_v} \cdot \vec{x_{ij}} + \end{pmatrix} = + \I \begin{pmatrix} + \vec{\Gamma_{ij}^u} \\ + \vec{\Gamma_{ij}^v}. + \end{pmatrix},} + \] + dove $\I$ è la I forma fondamentale in forma matriciale. + \end{remark} + + \begin{theorem}[Theorema Egregium di Gauss] + Sia $\Sigma$ una superficie di $\RR^3$. Allora la sua + curvatura gaussiana $\kappa$ è localmente esprimibile in funzione + di $E$, $F$, $G$ e le loro derivate. + \end{theorem} + + \begin{proof} + La dimostrazione segue questo schema: + \begin{enumerate}[(i.)] + \item Dall'osservazione precedente, i simboli di Christoffel si + scrivono in funzione degli $\vec{x_k} \cdot \vec{x_{ij}}$ tramite + la I forma fondamentale. + \item I $\vec{x_k} \cdot \vec{x_{ij}}$ si scrivono utilizzando le derivate + di $E$, $F$ e $G$, e quindi anche i simboli di Christoffel. + \item Il termine $\ell d - m b$, dove $b$ e $d$ sono gli elementi della + seconda riga della II forma fondamentale, si scrive come $E \cdot \kappa$. + \item Sviluppando $\vec{x_{uuv}}$ e $\vec{x_{uvu}}$ e applicando il teorema + di Schwarz, si ottiene un'espressione di $\ell d - m b$ in termini dei + simboli di Christoffel. + \item Allora $\ell d - m b$ si scrive in termini di $E$, $F$ e $G$ per (ii.) e (iv.), + e così anche $\kappa$ per (iii.). + \end{enumerate} + \end{proof} + + \begin{corollary} + Due superfici localmente isometriche hanno stessa curvatura gaussiana nei + punti associati. + \end{corollary} + + \begin{corollary} + Un piano e la sfera \underline{non} sono localmente isometrici. + \end{corollary} \end{multicols*}