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583 lines
25 KiB
TeX

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\chapter{Teoria delle curve}
\setlength{\parindent}{2pt}
\begin{multicols*}{2}
Qualora non specificato, assumeremo l'utilizzo di funzioni di classe $C^\infty$. \smallskip
Se $\vec{x} \in \RR^3$ e $f$ è una funzione relativa a una curva $\alpha$, ammettiamo l'abuso di notazione
$f(\vec{x})$, intendendo $f(\alpha\inv(\vec{x}))$; per esempio useremo $\kappa(P)$ per intendere $\kappa(\alpha\inv(P))$.
\section{Definizioni preliminari}
\subsection{Curve, tracce e velocità}
\begin{definition}[Curva parametrizzata]
Una \textbf{curva parametrizzata} (o semplicemente \textit{curva})
è una mappa $\alpha : I \subseteq \RR \to \RR^3$
di classe $C^\infty$, dove $I$ è un intervallo.
\end{definition}
\begin{definition}[Traccia di una curva]
Si dice \textbf{traccia} (o \textit{supporto}) di una curva
parametrizzata $\alpha : I \to \RR^3$, la sua immagine $\alpha(I)$.
\end{definition}
\begin{definition}[Velocità di una curva]
Si definisce la \textbf{velocità} di una curva parametrizzata
$\alpha(t) = (x(t), y(t), z(t))$ come la curva indotta dalla derivata di $\alpha$:
\[ \alpha'(t) = \lim_{h \to 0} \frac{\alpha(t + h) - \alpha(t)}{h} = (x'(t), y'(t), z'(t)). \]
\end{definition}
\subsection{Lunghezza e intuizione geometrica}
\begin{definition}[Lunghezza di una curva]
Si definisce la \textbf{lunghezza} $\ell(\alpha)$ di una curva
$\alpha : I \to \RR^3$ come:
\[
\boxed{\ell(\alpha) \defeq \int_I \norm{\alpha'(t)} \dt.}
\]
\end{definition}
\begin{remark}
La definizione data per la lunghezza di una curva corrisponde alla nostra
idea intuitiva di lunghezza tramite i seguenti due risultati:
\begin{enumerate}
\item \textbf{Validità sul segmento:} Su un segmento lineare $\alpha(t) = A + t(B-A)$ con $I = [0, 1]$,
$\ell(\alpha) = \norm{B-A}$.
\item \textbf{Approssimazione poligonale:} La lunghezza $\ell(\alpha)$ è il limite delle lunghezze delle poligonali
inscritte nella curva. In termini teorici:
\begin{quote}
Sia dato $\eps > 0$. Allora esiste $\delta > 0$ tale per cui, per ogni partizione $\{t_i\}_{i=0}^n$
di $I$ di finezza inferiore a $\delta$ (i.e., $\max \abs{t_{i+1} - t_i} < \delta$), vale $\norm{S - \ell(\alpha)} < \eps$,
dove $S \defeq \sum_{i=0}^{n-1} \norm{\alpha(t_{i+1}) - \alpha(t_{i})}$.
\end{quote}
\end{enumerate}
\end{remark}
\section{(Ri)parametrizzazioni, regolarità e parametrizzazioni p.l.a.}
\subsection{Riparametrizzazione e prime proprietà}
\begin{definition}[Riparametrizzazione di una curva]
Data una curva $\alpha : I \to \RR^3$, una \textbf{riparametrizzazione $\beta$ di $\alpha$}
è una curva $\beta : J \to \RR^3$ tale per cui esiste un diffeomorfismo liscio
$h : I \to J$ con $\alpha = \beta \circ h$.
\[\begin{tikzcd}
I && {\RR^3} \\
\\
J
\arrow["\alpha"', from=1-1, to=1-3]
\arrow["h", from=1-1, to=3-1]
\arrow["\beta", from=3-1, to=1-3]
\end{tikzcd}\]
Se $h' > 0$, si dice che $h$ mantiene l'orientazione di $\alpha$; se $h' < 0$,
$h$ inverte l'orientazione.
\end{definition}
\begin{proposition}
Se $\beta$ è una riparametrizzazione di $\alpha$, allora $\ell(\beta) = \ell(\alpha)$.
\end{proposition}
\subsection{Regolarità e coordinate date dalla lunghezza d'arco}
\begin{definition}[Curva regolare]
Si dice che una curva $\alpha : I \to \RR^3$ è \textbf{regolare} se
$\alpha'(t) \neq 0$ per ogni $t \in I$.
\end{definition}
\begin{definition}[Curva parametrizzata a lunghezza d'arco]
Si dice che una curva $\alpha : I \to \RR^3$ è \textbf{parametrizzata
a lunghezza d'arco} (\textbf{p.l.a.}) se $\alpha'$ è un vettore
unitario (i.e., $\norm{\alpha'} = 1$).
In tal caso, $\ell\left(\restr{\alpha}{[a, b]}\right) = b-a$.
\end{definition}
\begin{proposition}[Riparametrizzazione a lunghezza d'arco]
Se $\alpha : [a, b] \to \RR^3$ è una curva regolare, allora $\alpha$
ammette una riparametrizzazione a lunghezza d'arco, ossia ammette
una riparametrizzazione $\beta : J \to \RR^3$ tale per cui
$\beta$ sia p.l.a.
\end{proposition}
\begin{proof}
Poiché $\alpha$ è regolare, la funzione $s : I \to [0, \ell(\alpha)]$ tale per cui
\[ s(t) = \int_{a}^t \norm{\alpha'(t)} \dt \]
è un diffeomorfismo liscio. Quindi $\beta = \alpha \circ s\inv$ è una riparametrizzazione
di $\alpha$, e vale:
\[
\beta'(s) = \frac{\alpha'(s\inv(s))}{s'(s\inv(s))} = \frac{\alpha'(s\inv(s))}{\norm{\alpha'(s\inv(s))}},
\]
che è un vettore unitario.
\end{proof}
\begin{remark}
Tutte le riparametrizzazioni p.l.a.~di una curva regolare $\alpha$ sono ottenibili da una
singola riparametrizzazione p.l.a.~$\beta$ come $\beta(\pm t + v)$, al variare di $v \in \RR$.
In particolare, le riparametrizzazioni che mantengono l'orientazione sono quelle della forma
$\beta(t + v)$, mentre quelle che la invertono sono della forma $\beta(-t + v)$. \medskip
Se infatti $\gamma$ è una riparametrizzazione p.l.a.~di $\beta$ (e quindi di $\alpha$), deve valere
$\beta = \gamma \circ f$ per $f$ diffeomorfismo. Quindi, per ogni tempo possibile di $\beta$, vale:
\[ \beta'(s) = \gamma'(f(s)) f'(s). \]
Dal momento che $\beta'(s)$ e $\gamma'(f(s))$ sono vettori unitari per ipotesi, $f'(s)$ può assumere
solo $\pm 1$ come valore.
Dacché il dominio di $f$ è connesso e $f'$ è liscia, $f'$ è costantemente $1$ o $-1$, e dunque
$f(t)$ è della forma $\pm t + v$ con $v \in \RR$.
\end{remark}
\section{Curvatura, torsione e triedro di Frenet (caso p.l.a.)}
In tutta questa sezione consideriamo una curva p.l.a. $\beta$. \smallskip
Se implicito, tralasceremo $\beta$ nella notazione.
\subsection{Versore tangente e curvatura di una curva}
\begin{definition}[Versore tangente]
Sia $\beta$ una curva p.l.a., allora si definisce il
suo \textbf{versore tangente} $T_\beta$ come $\beta'$.
\end{definition}
\begin{definition}[Curvatura]
Sia $\beta$ una curva p.l.a., allora si definisce la
\textbf{curvatura} $\kappa_\beta(s)$ di $\beta$ al tempo $s$ come
$\norm{\dot{T_\beta}(s)}$. \smallskip
Laddove è chiaro dal contesto quale sia $\beta$, scriviamo solo $\kappa(s)$.
\end{definition}
\subsection{Curve di Frenet, versore normale e binormale}
\begin{definition}[Curva di Frenet p.l.a.]
Una curva p.l.a.~$\beta$ si dice \textbf{curva di Frenet} se
ad ogni tempo $s$, la curvatura è positiva ($\kappa_\beta(s) > 0$).
\end{definition}
\begin{definition}[Versore normale]
Se $\beta$ è una curva di Frenet, allora è ben definito
a ogni tempo $s$ il \textbf{versore normale} $N_\beta(s)$ così
definito:
\[
N_\beta(s) \defeq \frac{\dot{T_\beta}(s)}{\norm{\dot{T_\beta}(s)}}.
\]
\end{definition}
\begin{definition}[Versore binormale]
Se $\beta$ è una curva di Frenet, allora è ben definito
a ogni tempo $s$ il \textbf{versore binormale} $B_\beta(s)$ così
definito:
\[
B_\beta(s) \defeq T_\beta(s) \times N_\beta(s).
\]
\end{definition}
\begin{remark}[Triedro di Frenet]
Se $\beta$ è di Frenet, allora, dacché $\dot{T_\beta} \perp T_\beta$,
$N_\beta$ e $T_\beta$ sono linearmente indipendenti. Dunque
$\{T_\beta, N_\beta, B_\beta\}$ formano una base ortonormale a ogni tempo
$s$. Tale base è detta \textbf{triedro di Frenet}.
\end{remark}
\subsection{Torsione ed equazioni di Frenet}
Assumiamo in questa sottosezione di star lavorando con curve di Frenet p.l.a.
\begin{proposition}[Prima equazione di Frenet]
Sia $\beta$ una curva di Frenet p.l.a. Allora vale la seguente
equazione:
\begin{equation} \label{eq:frenet_1} \tag{F1}
\boxed{\dot{T_\beta}(s) = \kappa_\beta(s) \cdot N_\beta(s).}
\end{equation}
\end{proposition}
\begin{remark}
Osserviamo che $\dot{N_\beta}$ è ortogonale in ogni tempo
a $N_\beta$, e dunque $\dot{N_\beta}$ sarà contenuto in
$\Span(T_\beta, B_\beta)$. \medskip
Inoltre, derivando $N_\beta(s) \cdot T_\beta(s) = 0$, otteniamo:
\[ \dot{N_\beta}(s) \cdot T_\beta(s) = -N_\beta(s) \cdot \dot{T_\beta}(s) = -\kappa_\beta(s). \]
\end{remark}
\begin{definition}[Torsione]
Sia $\beta$ una curva di Frenet p.l.a. Allora definiamo la
\textbf{torsione} $\tau_\beta(s)$ come il coefficiente di $\dot{N_\beta}(s)$ in
$B_\beta(s)$, ovverosia:
\[ \boxed{\tau_\beta(s) = \dot{N_\beta}(s) \cdot B_\beta(s).} \]
\end{definition}
\begin{proposition}[Seconda equazione di Frenet]
Sia $\beta$ una curva di Frenet p.l.a. Allora vale la seguente
equazione:
\begin{equation} \label{eq:frenet_2} \tag{F2}
\boxed{\dot{N_\beta}(s) = - \kappa_\beta(s) \, T_\beta(s) + \tau_\beta(s) \, B_\beta(s).}
\end{equation}
\end{proposition}
\begin{proposition}[Terza equazione di Frenet]
Sia $\beta$ una curva di Frenet p.l.a. Allora vale la seguente
equazione:
\begin{equation} \label{eq:frenet_3} \tag{F3}
\boxed{\dot{B_\beta}(s) = -\tau_\beta(s) \, N_\beta(s),}
\end{equation}
e quindi $\boxed{\tau_\beta(s) = -\dot{B_\beta}(s) \cdot N_\beta(s)}$.
\end{proposition}
\begin{remark}
Dal momento che $B_\beta = T_\beta \times N_\beta$, derivando
$B_\beta$ otteniamo:
\[ \dot{B_\beta} = \dot{T_\beta} \times N_\beta + T_\beta \times \dot{N_\beta}, \]
dal quale, applicando le prime due equazioni di Frenet, ricaviamo \eqref{eq:frenet_3}.
\end{remark}
\begin{remark}
In termini matriciali, le tre equazioni di Frenet possono scriversi
in modo più compatto come:
\[
\begin{pmatrix}
\dot{T} \\
\dot{N} \\
\dot{B}
\end{pmatrix} =
\begin{pmatrix}
0 & \kappa & 0 \\
-\kappa & 0 & \tau \\
0 & -\tau & 0
\end{pmatrix} \cdot
\begin{pmatrix}
T \\
N \\
B
\end{pmatrix}.
\]
\end{remark}
\subsection{Compatibilità di curvatura, torsione e triedro tra le riparametrizzazioni p.l.a. di una stessa curva}
\begin{proposition} \label{prop:compatibilità_riparametrizzazioni_pla}
Sia $\gamma : J \to \RR^3$ una riparametrizzazione p.l.a.~di una curva p.l.a.~$\beta : I \to \RR^3$.
Allora le curvature delle due curve coincidono nei
punti delle tracce. \medskip
In altre parole, se $f : J \to I$ è il diffeomorfismo per cui
$\gamma = \beta \circ f$, allora:
\[
\kappa_\gamma(s) = \kappa_\beta(f(s)).
\]
Inoltre, se $\beta$ è di Frenet, anche $\gamma$ è di Frenet, e se $f$ preserva l'orientazione,
allora i triedri di Frenet e la torsione coincidono nei punti delle tracce, ossia:
\[
T_\gamma(s) = T_\beta(f(s)), \quad N_\gamma(s) = N_\beta(f(s)),
\]
\[
B_\gamma(s) = B_\beta(f(s)), \quad \tau_\gamma(s) = \tau_\beta(f(s)).
\]
Qualora $f$ non preservasse l'orientazione, le quantità sopracitate di $\gamma$
coincidono con quelle di $\beta$ nei punti, ma sono cambiate di segno (eccetto per la normale
$N_\gamma$, che invece ha stesso verso).
\end{proposition}
\section{Curvatura, torsione e triedro di Frenet (caso generale)}
\subsection{Definizioni per passaggio al caso p.l.a.}
\begin{definition}[Curva di Frenet]
Sia $\alpha$ una curva regolare. Allora si dice che $\alpha$
è una \textbf{curva di Frenet} se una sua qualsiasi
riparametrizzazione p.l.a.~è di Frenet.
\end{definition}
\begin{remark}
Per la Proposizione \ref{prop:compatibilità_riparametrizzazioni_pla},
se $\alpha$ è di Frenet, allora \textit{ogni} sua riparametrizzazione
p.l.a.~è di Frenet. \smallskip
Possiamo estendere questa idea anche per definire il triedro di Frenet
e la torsione.
\end{remark}
\begin{definition}[Versore tangente]
Sia $\alpha$ una curva regolare. Allora si definisce
il \textbf{versore tangente} di $\alpha$ al tempo $t$ come:
\[
T_\alpha(t) = T_\beta(f(s)),
\]
dove $\beta$ è una riparametrizzazione p.l.a.~di $\alpha$ con
$\alpha = \beta \circ f$ e $f$ diffeomorfismo \textit{che preserva
l'orientazione}.
\end{definition}
\begin{remark}
Se $t$ è un tempo in cui $\alpha'(t) \neq 0$, allora, per
continuità, esiste un intorno di $t$ in cui $\alpha$ è regolare (i.e.,
$\alpha$ è localmente regolare in $t$). Questo ci permette di definire
la curvatura come segue:
\end{remark}
\begin{definition}[Curvatura]
Sia $\alpha$ una curva regolare al tempo $t$. Allora si definisce
la \textbf{curvatura} al tempo $t$ come:
\[
\kappa_\alpha(t) = \kappa_\beta(f(s)),
\]
dove $\beta$ è una riparametrizzazione locale p.l.a.~di $\alpha$ con
$\alpha = \beta \circ f$ e $f$ diffeomorfismo. \smallskip
Qualora $\alpha$ \underline{non} fosse regolare in $t$
(i.e., $\alpha'(t) = 0$), si pone $\kappa_\alpha(t) = 0$.
\end{definition}
\begin{proposition}
Una curva $\alpha$ è regolare e di Frenet se e solo se
$\kappa_\alpha(t) > 0$ per ogni $t$.
\end{proposition}
\begin{definition}[Versore normale]
Sia $\alpha$ una curva di Frenet. Allora si definisce
il \textbf{versore normale} di $\alpha$ al tempo $t$ come:
\[
N_\alpha(t) = N_\beta(f(s)),
\]
dove $\beta$ è una riparametrizzazione p.l.a.~di $\alpha$ con
$\alpha = \beta \circ f$ e $f$ diffeomorfismo.
\end{definition}
\begin{definition}[Versore binormale]
Sia $\alpha$ una curva di Frenet. Allora si definisce
il \textbf{versore binormale} di $\alpha$ al tempo $t$ come:
\[
B_\alpha(t) = B_\beta(f(s)),
\]
dove $\beta$ è una riparametrizzazione p.l.a.~di $\alpha$ con
$\alpha = \beta \circ f$ e $f$ diffeomorfismo \textit{che preserva
l'orientazione}.
\end{definition}
\begin{definition}[Torsione]
Sia $\alpha$ una curva di Frenet. Allora si definisce
la \textbf{torsione} di $\alpha$ al tempo $t$ come:
\[
\tau_\alpha(t) = \tau_\beta(f(s)),
\]
dove $\beta$ è una riparametrizzazione p.l.a.~di $\alpha$ con
$\alpha = \beta \circ f$ e $f$ diffeomorfismo \textit{che preserva
l'orientazione}.
\end{definition}
\begin{proposition}
Valgono le equazioni di Frenet (\ref{eq:frenet_1}, \ref{eq:frenet_2}, \ref{eq:frenet_3})
anche nel caso generale.
\end{proposition}
\subsection{Formule per calcolare la curvatura, la torsione e il triedro di Frenet nel caso generale}
\begin{remark}
Se $\alpha$ è una curva regolare e $\alpha = \beta \circ f$, dove $\beta$ è una
sua riparametrizzazione p.l.a. e $f$ è un diffeomorfismo, allora:
\begin{equation} \label{eq:derivata_1_riparametrizzazione_pla}
\alpha'(t) = \beta'(f(t)) f'(t) = T_\alpha(t) f'(t),
\end{equation}
da cui si ricava applicando $f'(t) = \norm{\alpha'(t)}$ la seguente proposizione:
\end{remark}
\begin{proposition}[Formula per il versore tangente]
Sia $\alpha$ una curva regolare. Allora vale:
\[
\boxed{T_\alpha(t) = \frac{\alpha'(t)}{\norm{\alpha'(t)}},}
\]
ovverosia il versore tangente è dato dalla normalizzazione
della derivata al tempo $t$.
\end{proposition}
\begin{remark}
Derivando ulteriormente l'eq. \eqref{eq:derivata_1_riparametrizzazione_pla}, si ottiene:
\begin{equation} \label{eq:derivata_2_riparametrizzazione_pla}
\alpha''(t) = \dot{T_\alpha}(t) \norm{\alpha''(t)}^2 + T_\alpha(t) f''(t).
\end{equation}
Applicando $\alpha'(t) \times -$ all'eq. \eqref{eq:derivata_2_riparametrizzazione_pla} e
sfruttando che $\alpha' \parallel T_\alpha$ si ricava:
\begin{equation} \label{eq:derivata_2_riparametrizzazione_pla_B}
\alpha'(t) \times \alpha''(t) = \norm{\alpha''(t)}^2 (\alpha'(t) \times \dot{T_\alpha}(t)),
\end{equation}
dalla quale, usando che $\alpha'(t) \perp \dot{T_\alpha}$, e prendendo le norme, si ottiene
la seguente proposizione:
\end{remark}
\begin{proposition}[Formula per la curvatura]
Sia $\alpha$ una curva regolare. Allora vale:
\[
\boxed{\kappa_\alpha(t) = \frac{\norm{\alpha'(t) \times \alpha''(t)}}{\norm{\alpha'(t)}^3}.}
\]
\end{proposition}
\begin{remark}
Assumendo che $\alpha$ sia di Frenet, applicando \eqref{eq:frenet_1}
all'eq. \eqref{eq:derivata_2_riparametrizzazione_pla_B}, si ottiene:
\[
\alpha'(t) \times \alpha''(t) = \kappa_\alpha(t) \norm{\alpha''(t)}^3 (T_\alpha(t) \times N_\alpha(t)),
\]
dalla quale equazione, usando che $B_\alpha(t) = T_\alpha(t) \times N_\alpha(t)$, si ottengono subito
la seguente proposizione:
\end{remark}
\begin{proposition}[Formula per il versore binormale]
Sia $\alpha$ una curva di Frenet. Allora vale:
\[
\boxed{B_\alpha(t) = \frac{\alpha'(t) \times \alpha''(t)}{\norm{\alpha'(t) \times \alpha''(t)}},}
\]
ovverosia il versore binormale è dato dalla normalizzazione
di $\alpha' \times \alpha''$ al tempo $t$.
\end{proposition}
\begin{remark}[Formula per il versore normale]
Per calcolare $N_\alpha(t)$ si sfrutta la relazione:
\[ \boxed{N_\alpha(t) = B_\alpha(t) \times T_\alpha(t).} \]
\end{remark}
\begin{remark}
Deriviamo per l'ultima volta l'eq. \eqref{eq:derivata_2_riparametrizzazione_pla}, e sostituendovi
\eqref{eq:frenet_2}, otteniamo:
\begin{equation} \label{eq:derivata_3_riparametrizzazione_pla}
\begin{aligned}
\alpha'''(t) & = \left(f'''(t) - \kappa_\alpha(t) f'(t)^3\right) \underline{\mathbf{T}_\alpha}(t) \\
& \quad + \left({\kappa_\alpha}'(t) f'(t)^3 + 3 \kappa_\alpha(t) f'(t) f''(t)\right) \underline{\mathbf{N}_\alpha}(t) \\
& \quad + \kappa_\alpha(t) \tau_\alpha(t) f'(t)^3 \underline{\mathbf{B}_\alpha}(t).
\end{aligned}
\end{equation}
Applicando $(\alpha'(t) \times \alpha''(t)) \cdot -$ all'eq. \eqref{eq:derivata_3_riparametrizzazione_pla},
e usando che $\alpha'(t) \times \alpha''(t)$ è
ortogonale a $T_\alpha$, $N_\alpha$, ma parallelo a $B_\alpha$, ricaviamo la seguente proposizione:
\end{remark}
\begin{proposition}[Formula per la torsione]
Sia $\alpha$ una curva di Frenet. Allora vale:
\[
\boxed{\tau_\alpha(t) = \frac{(\alpha'(t) \times \alpha''(t)) \cdot \alpha'''(t)}{\norm{\alpha'(t) \times \alpha''(t)}^2}.}
\]
\end{proposition}
\section{Proprietà di curvatura e torsione}
\subsection{Torsione e piano osculatore}
La torsione rappresenta ``quanto una curva è distante dall'essere un piano''.
Più $\tau_\alpha(t)$ si avvicina a $0$ e più la curva $\alpha$ in $0$ è
localmente simile a un piano, in particolare il piano osculatore:
\begin{definition}[Piano osculatore]
Sia $\alpha$ una curva di Frenet. Allora si definisce
il \textbf{piano osculatore} $\Pi_\alpha(t)$ al tempo $t$ di
$\alpha$ come il seguente piano affine:
\[ \boxed{\Pi_\alpha(t) \defeq \alpha(t) + \Span(T_\alpha(t), N_\alpha(t)).} \]
\end{definition}
L'intuizione presentata precedentemente è formalizzata dal seguente risultato:
\begin{proposition}
Sia $\alpha$ una curva di Frenet con $\tau_\alpha \equiv 0$. Allora
$\Pi_\alpha(t)$ è costante e la traccia di $\alpha$ è contenuta in
$\Pi_\alpha$.
\end{proposition}
\begin{proof}
Possiamo assumere senza perdita di generalità che $\alpha : I \to \RR^3$ sia p.l.a.
Allora da \eqref{eq:frenet_3}, si ricava $\dot{B_\alpha} \equiv 0$,
e quindi $B_\alpha$ è costante. Poiché $B_\alpha$ è costante, la normale
di $\Pi_\alpha(t)$ è costante. \smallskip
Osserviamo che $T_\alpha \in B_\alpha^\perp$,
da cui $T_\alpha \cdot B_\alpha = \alpha' \cdot B_\alpha = 0$. Ciò, unito al fatto
che $I$ è connesso, implica che $\alpha(t) \cdot B_\alpha$ sia costante. Pertanto
$(\alpha(t) - \alpha(t_0)) \cdot B_\alpha = 0$ per ogni $t_0$ in $I$ su tutto $I$.
Questa è esattamente l'equazione di appartenenza al piano $\Pi_\alpha(t_0)$: si conclude
allora che $\Pi_\alpha(t)$ è costante e che la traccia di $\alpha$ è contenuta in
$\Pi_\alpha$.
\end{proof}
\subsection{Raggio di curvatura, rette affini e cerchio osculatore}
La curvatura rappresenta ``quanto una curva è distante dall'essere una retta''.
Più $\kappa_\alpha(t)$ si avvicina a $0$ e più la curva $\alpha$ in $0$ è localmente
simile a una retta. \smallskip
I due seguenti risultati formalizzano proprio questa intuizione.
\begin{proposition}
Sia $\alpha$ una curva regolare con $\kappa_\alpha \equiv 0$. Allora
$\alpha$ è contenuta in una retta affine. Viceversa, una retta affine
si parametrizza con una curva avente curvatura nulla.
\end{proposition}
\begin{proof}
Possiamo supporre senza perdita di generalità che $\alpha$ sia p.l.a. Allora
$\kappa_\alpha \equiv 0$ implica che $\dot{T_\alpha} \equiv 0$, ovverosia
che $T_\alpha$ è costante. Pertanto $\alpha(t) = T_\alpha \cdot t + P$ per un
$P \in \RR^3$. \smallskip
Il viceversa è poi immediato.
\end{proof}
\begin{definition}[Raggio di curvatura]
Sia $\alpha$ una curva di Frenet. Allora si definisce il
\textbf{raggio di curvatura} $R_\alpha(t)$ al tempo $t$ di $\alpha$
come:
\[
\boxed{R_\alpha(t) \defeq \frac{1}{\kappa_\alpha(t)}.}
\]
\end{definition}
\begin{definition}[Cerchio osculatore]
Sia $\alpha$ una curva di Frenet. Si definisce il
\textbf{cerchio osculatore} $\cc_\alpha(t)$ al tempo $t$ di $\alpha$ come
il cerchio di raggio $R_\alpha(t)$ e centro $\alpha(t) + R_\alpha(t) N_\alpha(t)$ contenuto
nel piano osculatore $\Pi_\alpha(t)$.
\end{definition}
\begin{proposition}[Il raggio di curvatura è il raggio del cerchio che meglio approssima $\alpha$ in un punto]
Sia $\alpha$ una curva p.l.a.~di Frenet. Si ponga:
\[
f_{P, R}(t) \defeq \norm{\alpha(t) - P}^2 - R^2.
\]
Consideriamo i cerchi di raggio $P$ e $R$ nel piano $\Pi_\alpha(t_0)$, denotati con $\cc(P, R)$.
Si pongano le seguenti condizioni:
\begin{itemize}
\item $f_{P, R}(t_0) = 0$, ovverosia il cerchio $\cc(P, R)$ passa per $\alpha(t_0)$;
\item $f_{P, R}'(t_0) = f_{P, R}''(t_0) = 0$, ovverosia il
cerchio $\cc(P, R)$ approssima $\alpha$ in $t_0$ fino al secondo ordine.
\end{itemize}
Allora l'unico cerchio $\cc(P, R)$
soddisfacente le sopracitate condizioni
è il cerchio osculatore $\cc_\alpha(t_0)$ al tempo $t_0$ di $\alpha$.
\end{proposition}
\begin{proof}
Osserviamo che:
\[ f_{P, R}'(t) = 2 \alpha'(t) \cdot (\alpha(t) - P), \]
e quindi $f_{P, R}'(t_0) = 0$ implica $T_{\alpha}(t_0) \perp \alpha(t_0) - P$.
Dal momento che il cerchio $\cc(P, R)$ deve essere contenuto nel piano osculatore
di $\alpha(t_0)$, allora $\alpha(t_0) - P \parallel N_\alpha(t_0)$. \medskip
Inoltre:
\[ f_{P, R}''(t) = 2 (\alpha''(t) \cdot (\alpha(t) - P) + \norm{\alpha'(s)}^2), \]
da cui, ponendo $f_{P, R}''(t_0) = 0$, si ottiene:
\[ P = \alpha(t_0) + R_\alpha(t_0) N_\alpha(t_0). \]
Infine, usando che $f_{P, R}(t_0)$, si conclude che $R = R_\alpha(t_0)$.
\end{proof}
\subsection{Teorema fondamentale della teoria delle curve}
La curvatura e la torsione delineano essenzialmente un'unica curva:
\begin{theorem}[fondamentale della teoria delle curve]
Due due curve p.l.a.
di Frenet $\alpha$, $\hat{\alpha} : I \to \RR^3$ hanno curvatura e torsione
coincidente se e solo se la traccia di una curva è ottenibile dall'altra tramite
movimento rigido dello spazio \textnormal{(i.e., isometria con
parte lineare in $\SO(3)$)}.
\end{theorem}
\end{multicols*}