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12 KiB
TeX

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\chapter{Teoria delle superfici}
\setlength{\parindent}{2pt}
\begin{multicols*}{2}
Qualora non specificato, assumeremo l'utilizzo di funzioni di classe $C^\infty$. \smallskip
Se $\vec{x}$ è una parametrizzazione regolare o una funzione con dominio un sottinsieme di $\RR^2$,
ammettiamo l'abuso di notazione $\vec{x}(P)$ per sottintendere $\vec{x}(\vec{y}\inv(P))$, dove
$\vec{y}$ è una parametrizzazione regolare di $P$ sulla superficie studiata.
\section{Definizioni preliminari}
\subsection{Parametrizzazioni regolare}
\begin{definition}[Parametrizzazione regolare]
Si dice \textbf{parametrizzazione regolare} una mappa
$\vec{x} : U \to \RR^3$ con $U$ aperto di $\RR^3$ tale che:
\begin{itemize}
\item $\vec{x}$ è iniettiva;
\item $\vec{x_u} \times \vec{x_v} \neq 0$ per ogni $(u, v) \in U$ (\textbf{regolarità});
\item $\vec{x\inv}$ è continua.
\end{itemize}
\end{definition}
\begin{remark}
Osserviamo che $J \vec{x} = [\vec{x_u} \;\; \vec{x_v}]$.
Allora richiedere la regolarità è equivalente a richiedere che $\rk(J \vec{x})$ sia sempre massimo,
ovvero:
\[ \rk(J \vec{x}) = 2. \]
\end{remark}
\begin{proposition} \label{prop:parametrizzazione_è_cinf}
Ogni parametrizzazione regolare è un diffeomorfismo $C^\infty$.
\end{proposition}
\begin{proof}
Sia $\vec{x} : U \to \Sigma$ una parametrizzazione regolare surgettiva su $\Sigma$. Sia $(u_0, v_0) \in U$.
Dal momento che $\vec{x}$ è regolare, esiste un minore $2 \times 2$ in $J \vec{x}(u_0, v_0)$ invertibile.
Sia $\pi$ la proiezione da $\RR^3$ sul piano $\Span(e_i, e_j) \cong \RR^2$, dove $i$ e $j$ sono gli indici delle
righe del minore rispetto a $J \vec{x}(u_0, v_0)$. \smallskip
Allora $J (\pi \circ \vec{x})(u_0, v_0)$ è invertibile,
e per il Teorema di invertibilità locale, $\pi \circ \vec{x}$ è localmente invertibile. Dacché
$\vec{x}\inv$ è localmente uguale a $(\pi \circ \vec{x})\inv \circ \pi\inv$, che è composizione di
funzioni $C^\infty$, si ricava che $\vec{x}$ è un diffeomorfismo $C^\infty$ locale. Dal momento che
$\vec{x}$ è però iniettiva, si ricava che è anche un diffeomorfismo $C^\infty$.
\end{proof}
\subsection{Superficie}
\begin{definition}[Superficie]
Una \textbf{superficie} è un sottinsieme $\Sigma$ di $\RR^3$ tale per cui
ogni punto $P$ di $\Sigma$ ammette una parametrizzazione regolare $\vec{x_P}$ la cui immagine
sia contenuta in $\Sigma$ e che sia intorno di $P$ in $\Sigma$. Ci riferiremo a
$\vec{x_P}$ come a una \textbf{parametrizzazione regolare per $P$}.
\end{definition}
\begin{remark}
Chiaramente, se $\vec{x} : U \to \RR^3$ è una parametrizzazione regolare, allora $\vec{x}(U)$ è una
superficie.
\end{remark}
\begin{proposition}
$\Sigma$ è una superficie se e solo se ogni suo punto ammette una parametrizzazione
regolare della forma $\vec{x} : B_\eps(0) \subseteq \RR^2 \to \Sigma$.
\end{proposition}
\begin{proof}
Siccome ogni parametrizzazione regolare $\vec{x} : U \to \Sigma$ ha come dominio
è un aperto, possiamo restringerci a una palla di raggio $\eps$ di $\vec{x}\inv(P)$.
Tramite traslazione possiamo infine riportare $\vec{x}\inv(P)$ al centro,
ottenendo una parametrizzazione del tipo desiderato.
\end{proof}
\begin{proposition}
Se $\Sigma$ è una superficie, una funzione $f : \Sigma \to \RR^n$ è
continua se e solo se $f \circ \vec{x}$ è una funzione continua
per ogni parametrizzazione regolare $\vec{x}$ di un punto di $\Sigma$.
\end{proposition}
\begin{proof}
Deriva dal fatto che una funzione è continua se e solo se è
localmente continua.
\end{proof}
\section{Classi fondamentali di superfici}
\subsection{Superfici di rotazione}
\begin{definition}[Superficie di rotazione]
Sia $\alpha : I \to \RR^3$ una curva parametrizzata della forma
$(a(t), 0, b(t))$ tale che $\alpha$ è regolare e omeomorfismo locale.
Si definisce allora la \textbf{superficie di rotazione} (intorno
all'asse $z$) di $\alpha$ come l'immagine della seguente
parametrizzazione canonica:
\[
\vec{x}(u, v) = (a(u) \cos(v), a(u) \sin(v), b(u)).
\]
\end{definition}
\begin{definition}[Paralleli e meridiani]
Sia $\Sigma$ una superficie di rotazione con parametrizzazione canonica
$\vec{x}$. Allora l'immagine della curva $\alpha_{u_0}(t) = \vec{x}(u_0, t)$
è detta \textbf{parallelo}, mentre quella della curva
$\gamma_{v_0}(t) = \vec{x}(t, v_0)$ è detta \textbf{meridiano}. \smallskip
I paralleli sono dunque le intersezioni della superficie con i piani della
forma $\{z = k\}$, mentre i meridiani lo sono rispetto ai piani della
forma $\{ ax + by = 0 \}$.
\end{definition}
\begin{proposition}
Una superficie di rotazione è effettivamente una superficie, poiché
la sua parametrizzazione canonica è regolare.
\end{proposition}
\subsection{Grafici, valori regolari e superfici di livello}
\begin{proposition}[Il grafico di una funzione $C^\infty$ a valori reali con dominio $U \subseteq \RR^2$ è una superficie] \label{prop:grafici_sono_superfici}
Il grafico $\Gamma_f$ di una funzione $f : U \to \RR$ con $U \subseteq \RR^2$ è
parametrizzato come $\vec{x}(u, v) = (u, v, f(u, v))$, ed è dunque una superficie.
\end{proposition}
\begin{definition}
Sia $f : A \to \RR$ con $A \subseteq \RR^3$ una funzione liscia. Allora si dice che
$a \in f(A)$ è un \textbf{valore regolare} per $f$ se:
\[
\nabla f(p) \neq 0, \quad \forall p \in f\inv(a).
\]
\end{definition}
\begin{proposition}
Sia $f : A \to \RR$ con $A \subseteq \RR^3$ una funzione liscia. Allora, se
$a$ è un valore regolare per $f$, $f\inv(a)$ è una superficie ed è detta
\textbf{superficie di livello $a$ rispetto a $f$}.
\end{proposition}
\begin{proof}
La tesi discende direttamente come applicazione del Teorema della funzione
implicita. Infatti, se $a$ è un valore regolare, $f\inv(a)$ è localmente
un grafico su ogni suo punto. Allora, per la Proposizione \ref{prop:grafici_sono_superfici},
$f\inv(a)$ è una superficie.
\end{proof}
\section{Piano tangente e orientabilità}
\subsection{Piano tangente e compatibilità tra parametrizzazioni regolari diverse}
\begin{definition}[Funzione di transizione]
Siano $\vec{x}$, $\vec{y} : U, U' \to \RR^3$ due parametrizzazioni regolari per $P$
su una superficie $\Sigma$ aventi stessa immagine. Si definisce allora la
\textbf{funzione di transizione} $f_{\vec{x}, \vec{y}} : U \to U'$ da $\vec{x}$ a $\vec{y}$ come:
\[
\boxed{f_{\vec{x}, \vec{y}} \defeq \vec{y}\inv \circ \vec{x},}
\]
in modo tale che il seguente diagramma commuti:
\[\begin{tikzcd}
& \Sigma \\
\\
U && {U'}
\arrow["{\vec{x}}"', from=3-1, to=1-2]
\arrow["f_{\vec{x}, \vec{y}}", from=3-1, to=3-3]
\arrow["{\vec{y}}", from=3-3, to=1-2]
\end{tikzcd}\]
\end{definition}
\begin{proposition}
Una funzione di transizione $f_{\vec{x}, \vec{y}}$ è
un diffeomorfismo $C^\infty$.
\end{proposition}
\begin{proof}
Dal momento che $\vec{x}$ e $\vec{y}$ sono diffeomorfismi $C^\infty$ per
la Proposizione \ref{prop:parametrizzazione_è_cinf}, essendo
$f$ composizione di variazioni di queste, anche $f$ lo è.
\end{proof}
\begin{proposition} \label{prop:stesso_piano_tangente_param_regolari}
Siano $\vec{x}$ e $\vec{y}$ due parametrizzazioni regolari per $P$ su una
superficie $\Sigma$. Allora vale:
\[ \Span(\vec{x_u}(P), \vec{x_v}(P)) = \Span(\vec{y_u}(P), \vec{y_v}(P)). \]
\end{proposition}
\begin{proof}
Possiamo assumere senza perdita di generalità che le immagini di $\vec{x}$ e $\vec{y}$ (basta
prendere l'intersezione delle immagini). \smallskip
Posto allora $f_{\vec{x}, \vec{y}}(s, t) = (u(s, t), v(s, t))$,
vale $\vec{x}(s, t) = \vec{y}(u(s, t), v(s, t))$, e quindi:
\[
\begin{cases}
\vec{x_s}(P) = u_s(P) \cdot \vec{y_u}(P) + v_s(P) \cdot \vec{y_t}(P), \\
\vec{x_t}(P) = u_t(P) \cdot \vec{y_u}(P) + v_t(P) \cdot \vec{y_t}(P).
\end{cases}
\]
Dal momento che $J f_{\vec{x}, \vec{y}}(P)$ ha rango $2$, allora
il precedente sistema induce un cambio di base da $\{\vec{x_u}(P), \vec{x_v}(P)\}$
a $\{\vec{y_u}(P), \vec{y_v}(P)\}$, da cui la tesi.
\end{proof}
\begin{definition}[Piano tangente]
Sia $\Sigma$ una superficie. Allora, se $P$ è un punto di $\Sigma$, si definisce
il \textbf{piano tangente $T_P \Sigma$ di $P$ rispetto a $\Sigma$} come:
\[
\boxed{T_P \Sigma \defeq \Span(\vec{x_u}(P), \vec{x_v}(P)),}
\]
dove $\vec{x}$ è una qualsiasi parametrizzazione regolare di $P$.
\end{definition}
\subsection{Versori normali e orientabilità}
\begin{definition}[Versore normale su $\vec{x}$]
Sia $\vec{x}$ una parametrizzazione regolare di un punto $P$ su
una superficie $\Sigma$. Definiamo il \textbf{versore normale}
$n_\vec{x}(P)$ come:
\[ \boxed{n_\vec{x}(P) \defeq \frac{\vec{x_u} \times \vec{x_v}}{\norm{\vec{x_u} \times \vec{x_v}}}.} \]
\end{definition}
\begin{proposition}
Due parametrizzazioni regolari $\vec{x}$, $\vec{y} : U, U' \to \Sigma$
con stessa immagine hanno stessa normale in ogni punto se e solo se
la funzione di transizione ha in ogni punto jacobiano di determinante
positivo.
\end{proposition}
\begin{proof}
Segue dal sistema trovato nella dimostrazione della Proposizione
\ref{prop:stesso_piano_tangente_param_regolari}.
\end{proof}
\begin{definition}[Parametrizzazioni regolari compatibili]
Due parametrizzazioni regolari $\vec{x}$, $\vec{y} : U, U' \to \Sigma$
si dicono \textbf{compatibili} se l'intersezione delle immagini è vuota o
se hanno stessa normale sull'intersezione delle immagini.
\end{definition}
\begin{definition}[Superficie orientabile]
Una superficie $\Sigma$ si dice \textbf{orientabile} se è ricoperta
da parametrizzazioni regolari a due a due compatibili.
\end{definition}
\begin{proposition} \label{prop:normale_continua}
Una superficie $\Sigma$ è orientabile se e solo se esiste una
funzione continua $\vec{n} : \Sigma \to \RR^3$ tale per cui
$\vec{n}(P)$ sia unitario e perpendicolare a $T_P \Sigma$ per
ogni punto $P$ di $\Sigma$.
\end{proposition}
%TODO: breve dimostrazione
\begin{corollary}
Ogni superficie $\Sigma$ di livello $\ell$ rispetto a $f$, per $f$ liscia e $\ell$ regolare, è orientabile.
\end{corollary}
\begin{proof}
Il gradiente $\nicefrac{\nabla f}{\norm{\nabla f}}$ è un campo vettoriale unitario e
ortogonale a $T_P \Sigma$ per ogni punto $P$. Si conclude per la Proposizione \ref{prop:normale_continua}.
\end{proof}
\begin{warn}
Ogni superficie è localmente orientabile! \\[0.5em]
È sufficiente prendere per ogni
punto come ricoprimento la sua stessa parametrizzazione regolare.
\end{warn}
\end{multicols*}