gtd(scheda): aggiunge la prima parte di teoria delle curve

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GPG Key ID: 325529030D7BCDAC

@ -90,6 +90,7 @@
\newcommand{\pd}[2]{\frac{\partial #1}{\partial #2}}
\newcommand*\dif{\mathop{}\!\textnormal{\slshape d}}
\newcommand{\dx}{\dif{x}}
\newcommand{\dy}{\dif{y}}
\newcommand{\du}{\dif{u}}

@ -4,27 +4,30 @@
\setlength{\parindent}{2pt}
\begin{multicols*}{2}
Impiegheremo caratteri latini ($x$, $y$, $z$) per indicare quantità reali;
caratteri latini sottolineati ($\vec{x}$, $\vec{y}$, $\vec{z}$) per indicare
vettori o campi vettoriali; caratteri greci minuscoli ($\alpha$, $\beta$, $\gamma$) per indicare
curve; e caratteri greci maiuscoli ($\Sigma$) per indicare superfici.
Impiegheremo caratteri latini ($x$, $y$, $z$) per indicare quantità reali;
caratteri latini sottolineati ($\vec{x}$, $\vec{y}$, $\vec{z}$) per indicare
vettori o campi vettoriali; caratteri greci minuscoli ($\alpha$, $\beta$, $\gamma$) per indicare
curve; e caratteri greci maiuscoli ($\Sigma$) per indicare superfici.
\section*{Analisi matematica}
\addcontentsline{toc}{section}{Analisi matematica}
\section*{Analisi matematica}
\addcontentsline{toc}{section}{Analisi matematica}
\begin{itemize}
\item $f_i$ -- nel caso di una funzione $f : \RR^n \to \RR^m$, la proiezione di $f$ sulla $i$-esima coordinata, ovverosia
$\pi_i \circ f : \RR^n \to \RR$.
\item $\der{f}{t}(x)$, $f'(x)$ -- derivata di una funzione $f : I \subseteq \RR \to \RR^n$. Nel caso $n > 1$, coincide con
il vettore $({f_i}'(t))_i)$. La notazione può essere iterata per ottenere le derivate successive.
\item $\partial_{x_i} f(\vec{x})$, $\pd{f}{x_i}(\vec{x})$, $f_{x_i}(\vec{x})$ -- derivata parziale nella $i$-esima coordinata
di una funzione $f : \RR^n \to \RR$ nel punto $\vec{x}$. La notazione può essere iterata per ottenere le
derivate successive.
\item $\nabla f(\vec{x})$ -- gradiente di una funzione $f : \RR^n \to \RR$, ovverosia il vettore $(\partial_{x_i} f(\vec{x}))_i^\top$.
\item $J f(\vec{x})$ -- jacobiano di una funzione $f : \RR^n \to \RR^m$ nel punto $x$, ovverosia la matrice
$(\partial_{x_j} f_i (\vec{x}))_{i, j} = (\nabla f_i(\vec{x}))_{i}$.
\item $J_{\vec{y}} f(\vec{p})$ -- nel caso di una funzione $f : \RR^{m} \times \RR^{n} \to \RR^{n}$,
la sottomatrice $n \times n$ quadrata di $J f(\vec{p})$ date dalle ultime $n$ colonne. Coincide
con $J (\pi_{\RR^n} \circ f)(\vec{p})$.
\end{itemize}
\begin{itemize}
\item $f_i$ -- nel caso di una funzione $f : \RR^n \to \RR^m$, la proiezione di $f$ sulla $i$-esima coordinata, ovverosia
$\pi_i \circ f : \RR^n \to \RR$.
\item $\der{f}{t}(x)$, $f'(x)$ -- derivata di una funzione $f : I \subseteq \RR \to \RR^n$. Nel caso $n > 1$, coincide con
il vettore $({f_i}'(t))_i)$. La notazione può essere iterata per ottenere le derivate successive.
\item $\partial_{x_i} f(\vec{x})$, $\pd{f}{x_i}(\vec{x})$, $f_{x_i}(\vec{x})$ -- derivata parziale nella $i$-esima coordinata
di una funzione $f : \RR^n \to \RR$ nel punto $\vec{x}$. La notazione può essere iterata per ottenere le
derivate successive.
\item $\nabla f(\vec{x})$ -- gradiente di una funzione $f : \RR^n \to \RR$, ovverosia il vettore $(\partial_{x_i} f(\vec{x}))_i^\top$.
\item $J f(\vec{x})$ -- jacobiano di una funzione $f : \RR^n \to \RR^m$ nel punto $x$, ovverosia la matrice
$(\partial_{x_j} f_i (\vec{x}))_{i, j} = (\nabla f_i(\vec{x}))_{i}$.
\item $J_{\vec{y}} f(\vec{p})$ -- nel caso di una funzione $f : \RR^{m} \times \RR^{n} \to \RR^{n}$,
la sottomatrice $n \times n$ quadrata di $J f(\vec{p})$ date dalle ultime $n$ colonne. Coincide
con $J (\pi_{\RR^n} \circ f)(\vec{p})$.
\item $C^n$ -- classe delle funzioni dotate di derivate parziali continue fino all'ordine $n$. Per $n = 0$, coincide con la classe delle funzioni continue ($C^0$).
\item $C^\infty$, liscio -- classe delle funzioni derivabili parzialmente per un numero arbitrario di volte con continuità.
\item diffeomorfismo di classe $C^k$ -- funzione di classe $C^k$ con inversa di classe $C^k$.
\end{itemize}
\end{multicols*}

@ -47,8 +47,8 @@
$\vec{y} : (t_0 - \delta, t_0 + \delta) \to \RR^n$ di classe $C^1$ che risolve il problema di Cauchy:
\[
\begin{cases}
\vec{y}'(t) = \vec{f}(t, \vec{y}(t)) \\
\vec{y}(t_0) = \vec{y_0}
\vec{y}'(t) = \vec{f}(t, \vec{y}(t)), \\
\vec{y}(t_0) = \vec{y_0}.
\end{cases}
\]
@ -58,7 +58,14 @@
problema di Cauchy con dato iniziale $\vec{y}(t_0) = \vec{y_0}$. \smallskip
Allora l'insieme di definizione del flusso:
\[ \mathcal{D} = \big\{ (t, t_0, \vec{y_0}) \in \RR \times \Omega : \text{la soluzione esiste al tempo } t \big\} \]
\[
\mathcal{D} = \left\{ (t, t_0, \vec{y_0}) \in \RR \times \Omega :
\begin{array}{c}
\text{la soluzione } \vec{y}(t, t_0, \vec{y_0}) \\
\text{esiste al tempo } t
\end{array}
\right\}
\]
è un aperto di $\RR \times \Omega$ e l'applicazione $\Phi : \mathcal{D} \to \RR^n$ è di classe $C^k$.
\end{itemize}

@ -4,4 +4,165 @@
\begin{multicols*}{2}
Qualora non specificato, assumeremo l'utilizzo di funzioni di classe $C^\infty$. \smallskip
Se $\vec{x} \in \RR^3$ e $f$ è una funzione relativa a una curva $\alpha$, ammettiamo l'abuso di notazione
$f(\vec{x})$, intendendo $f(\alpha\inv(\vec{x}))$ (e.g., $k(P)$ per intendere $k(\alpha\inv(P)))$).
\section{Definizioni preliminari}
\subsection{Curve, tracce e velocità}
\begin{definition}[Curva parametrizzata]
Una \textbf{curva parametrizzata} (o semplicemente \textit{curva})
è una mappa $\alpha : I \subseteq \RR \to \RR^3$
di classe $C^\infty$, dove $I$ è un intervallo
\end{definition}
\begin{definition}[Traccia di una curva]
Si dice \textbf{traccia} (o \textit{supporto}) di una curva
parametrizzata $\alpha : I \to \RR^3$, la sua immagine $\alpha(I)$.
\end{definition}
\begin{definition}[Velocità di una curva]
Si definisce la \textbf{velocità} di una curva parametrizzata
$\alpha(t) = (x(t), y(t), z(t))$ come la curva indotta dalla derivata di $\alpha$:
\[ \alpha'(t) = \lim_{h \to 0} \frac{\alpha(t + h) - \alpha(t)}{h} = (x'(t), y'(t), z'(t)). \]
\end{definition}
\subsection{Lunghezza e intuizione geometrica}
\begin{definition}[Lunghezza di una curva]
Si definisce la \textbf{lunghezza} $\ell(\alpha)$ di una curva
$\alpha : I \to \RR^3$ come:
\[
\ell(\alpha) \defeq \int_I \norm{\alpha'(t)} \dt.
\]
\end{definition}
\begin{remark}
La definizione data per la lunghezza di una curva corrisponde alla nostra
idea intuitiva di lunghezza tramite i seguenti due risultati:
\begin{enumerate}
\item \textbf{Validità sul segmento:} Su un segmento lineare $\alpha(t) = A + t(B-A)$ con $I = [0, 1]$,
$\ell(\alpha) = \norm{B-A}$.
\item \textbf{Approssimazione poligonale:} La lunghezza $\ell(\alpha)$ è il limite delle lunghezze delle poligonali
inscritte nella curva. In termini teorici:
\begin{quote}
Sia dato $\eps > 0$. Allora esiste $\delta > 0$ tale per cui, per ogni partizione $\{t_i\}_{i=0}^n$
di $I$ di finezza inferiore a $\delta$ (i.e., $\max \abs{t_{i+1} - t_i} < \delta$), vale $\norm{S - \ell(\alpha)} < \eps$,
dove $S \defeq \sum_{i=0}^{n-1} \norm{\alpha(t_{i+1}) - \alpha(t_{i})}$.
\end{quote}
\end{enumerate}
\end{remark}
\section{(Ri)parametrizzazioni, regolarità e parametrizzazioni p.l.a.}
\subsection{Riparametrizzazione e prime proprietà}
\begin{definition}[Riparametrizzazione di una curva]
Data una curva $\alpha : I \to \RR^3$, una \textbf{riparametrizzazione $\beta$ di $\alpha$}
è una curva $\beta : J \to \RR^3$ tale per cui esiste un diffeomorfismo liscio
$h : I \to J$ con $\alpha = \beta \circ h$.
\[\begin{tikzcd}
I && {\RR^3} \\
\\
J
\arrow["\alpha"', from=1-1, to=1-3]
\arrow["h", from=1-1, to=3-1]
\arrow["\beta", from=3-1, to=1-3]
\end{tikzcd}\]
Se $h' > 0$, si dice che $h$ mantiene l'orientazione di $\alpha$; se $h' < 0$,
$h$ inverte l'orientazione.
\end{definition}
\begin{proposition}
Se $\beta$ è una riparametrizzazione di $\alpha$, allora $\ell(\beta) = \ell(\alpha)$.
\end{proposition}
\subsection{Regolarità e coordinate date dalla lunghezza d'arco}
\begin{definition}[Curva regolare]
Si dice che una curva $\alpha : I \to \RR^3$ è \textbf{regolare} se
$\alpha'(t) \neq 0$ per ogni $t \in I$.
\end{definition}
\begin{definition}[Curva parametrizzata a lunghezza d'arco]
Si dice che una curva $\alpha : I \to \RR^3$ è \textbf{parametrizzata
a lunghezza d'arco} (\textbf{p.l.a.}) se $\alpha'$ è un vettore
unitario (i.e., $\norm{\alpha'} = 1$).
In tal caso, $\ell\left(\restr{\alpha}{[a, b]}\right) = b-a$.
\end{definition}
\begin{proposition}[Riparametrizzazione a lunghezza d'arco]
Se $\alpha : [a, b] \to \RR^3$ è una curva regolare, allora $\alpha$
ammette una riparametrizzazione a lunghezza d'arco, ossia ammette
una riparametrizzazione $\beta : J \to \RR^3$ tale per cui
$\beta$ sia p.l.a.
\end{proposition}
\begin{proof}
Poiché $\alpha$ è regolare, la funzione $s : I \to [0, \ell(\alpha)]$ tale per cui
\[ s(t) = \int_{a}^t \norm{\alpha'(t)} \dt \]
è un diffeomorfismo liscio. Quindi $\beta = \alpha \circ s\inv$ è una riparametrizzazione
di $\alpha$, e vale:
\[
\beta'(s) = \frac{\alpha'(s\inv(s))}{s'(s\inv(s))} = \frac{\alpha'(s\inv(s))}{\norm{\alpha'(s\inv(s))}},
\]
che è un vettore unitario.
\end{proof}
\section{Il triedro di Frenet (caso p.l.a.)}
In tutta questa sezione consideriamo una curva p.l.a. $\beta$.
\subsection{Versore tangente e curvatura di una curva}
\begin{definition}[Versore tangente]
Sia $\beta$ una curva p.l.a., allora si definisce il
suo \textbf{versore tangente} $T_\beta$ come $\beta'$.
\end{definition}
\begin{definition}[Curvatura]
Sia $\beta$ una curva p.l.a., allora si definisce la
\textbf{curvatura} $k_\beta(s)$ di $\beta$ al tempo $s$ come
$\norm{T_\beta'(s)}$. \smallskip
Laddove è chiaro dal contesto quale sia $\beta$, scriviamo solo $k(s)$.
\end{definition}
\subsection{Curve di Frenet, versore normale e binormale}
\begin{definition}[Curva di Frenet]
Una curva p.l.a.~$\beta$ si dice \textbf{curva di Frenet} se
ad ogni tempo $s$, la curvatura è positiva ($k_\beta(s) > 0$).
\end{definition}
\begin{definition}[Versore normale]
Se $\beta$ è una curva di Frenet, allora è ben definito
a ogni tempo $s$ il \textbf{versore normale} $N_\beta(s)$ così
definito:
\[
N_\beta(s) = \frac{T_\beta(s)}{\norm{T_\beta(s)}}.
\]
\end{definition}
\begin{definition}[Versore binormale]
Se $\beta$ è una curva di Frenet, allora è ben definito
a ogni tempo $s$ il \textbf{versore binormale} $B_\beta(s)$ così
definito:
\[
B_\beta(s) = T_\beta(s) \times N_\beta(s).
\]
\end{definition}
\begin{remark}[Triedro di Frenet]
Se $\beta$ è di Frenet, allora, dacché $\dot{T_\beta} \perp T_\beta$,
$N_\beta$ e $T_\beta$ sono linearmente indipendenti. Dunque
$\{T_\beta, N_\beta, B_\beta\}$ formano una base ortonormale a ogni tempo
$s$. Tale base è detta \textbf{triedro di Frenet}.
\end{remark}
\subsection{Equazioni di Frenet}
\end{multicols*}

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