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feat(algebra1): aggiunge risultati sul gruppo (Z/nZ)*
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+5
@@ -237,6 +237,11 @@
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\mcm(m, n)$, da cui la tesi.
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\end{proof}
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Da questa proposizione si deduce facilmente che esiste un
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elemento $g$ in $G$ tale per cui $\ord(g)$ è il minimo
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comune multiplo di tutti gli ordini realizzati in $G$. \medskip
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Si può adesso dimostrare il seguente fondamentale
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teorema per i gruppi abeliani:
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BIN
Binary file not shown.
+281
-28
@@ -6,15 +6,57 @@
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\maketitle
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\begin{note}
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Nel corso del documento con $G$ si indicherà un qualsiasi gruppo.
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Nel corso del documento con $G$ si indicherà un qualsiasi gruppo abeliano finito.
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\end{note}
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\begin{theorem}[di struttura per gruppi abeliani finiti]
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In questo documento si dimostra il celebre Teorema di
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struttura per gruppi abeliani finiti. In realtà questo
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teorema è un caso particolare del Teorema di struttura
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per gruppi abeliani finitamente generati (e quindi
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potenzialmente infiniti), a sua volta caso particolare
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del Teorema di struttura per moduli finitamente generati
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su un PID\footnote{
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Ho trattato e dimostrato questo teorema in un documento
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separato, reperibile su
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\url{https://git.phc.dm.unipi.it/g.videtta/scritti/src/branch/main/Geometria/Articoli/3.\%20Il\%20teorema\%20di\%20struttura\%20dei\%20moduli\%20finitamente\%20generati\%20su\%20un\%20PID/main.pdf}
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}. Per motivi didattici si riporta la dimostrazione semplificata
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per il semplice caso dei gruppi abeliani finiti. \medskip
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Il Teorema di struttura trova immediata applicazione nello
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studio dei gruppi abeliani finiti e, dato $n \in \NN^+$, permette di classificare tutti i gruppi abeliani di ordine $n$ (a meno
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di isomorfismo), come illustra il seguente enunciato:
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\begin{theorem}[di struttura per gruppi abeliani finiti,
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decomposizione in fattori invarianti]
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Sia $G$ un gruppo abeliano finito. Allora esistono unici
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$n_1$, \ldots, $n_s \in \NN$ tali per cui:
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||||
$n_1$, \ldots, $n_s \in \NN^+ \setminus \{1\}$ tali per cui:
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\[ G \cong \ZZmod{n_1} \times \cdots \times \ZZmod{n_s}, \qquad n_s \mid n_{s-1} \mid \cdots \mid n_2 \mid n_1. \]
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||||
Tale fattorizzazione di $G$ viene detta
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\textbf{decomposizione in fattori invarianti}, dove
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i fattori invarianti sono i vari $n_i$.
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||||
\end{theorem}
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Equivalentemente si poteva enunciare il Teorema di struttura
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utilizzando la \textit{decomposizione in fattori elementari}
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mediante l'applicazione reiterata del Teorema cinese del
|
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resto, come illustra il:
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\begin{theorem}[di struttura per gruppi abeliani finiti,
|
||||
decomposizione primaria]
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Sia $G$ un gruppo abeliano finito. Allora esistono unici
|
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$p_1$, \ldots, $p_s$ numeri primi e unici $m_{i,1} \geq \cdots \geq m_{i,t_i}$ per ogni $1 \leq i \leq s$ tali per cui:
|
||||
\[ G \cong \ZZpmod{p_1^{m_{1,1}}} \times \cdots \times \ZZpmod{p_1^{m_{1,t_1}}} \times \ZZpmod{p_2^{m_{2,1}}} \times \cdots \times \ZZpmod{p_s^{m_{s,t_s}}}. \]
|
||||
Tale fattorizzazione di $G$ viene detta
|
||||
\textbf{decomposizione primaria} (o in fattori
|
||||
elementari), dove i fattori elementari sono i vari $p_i^{m_{i,j}}$.
|
||||
\end{theorem}
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Prima di dimostrare il Teorema di struttura, si definisce
|
||||
il concetto di $p$-componente relativa a un numero $p$
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primo.
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\begin{definition}[$p$-componente]
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Si definisce \textbf{$p$-componente} $G(p)$ (o $p$-torsione)
|
||||
di $G$ il sottogruppo di $G$ tale per cui:
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@@ -22,25 +64,53 @@
|
||||
\end{definition}
|
||||
|
||||
\begin{remark}
|
||||
Si dimostra facilmente che $G(p)$ è un sottogruppo. Chiaramente
|
||||
$G(p) \subseteq G$; inoltre $e$ chiaramente appartiene
|
||||
a $G(p)$. Se poi $x$, $y \in G(p)$, allora
|
||||
Si osserva facilmente che $G(p)$ è effettivamente
|
||||
un sottogruppo. Infatti vale chiaramente che
|
||||
$G(p) \subseteq G$; inoltre $e$ appartiene
|
||||
a $G(p)$. Dati allora $x$, $y \in G(p)$, allora
|
||||
$\ord(xy) \mid \mcm(\ord(x), \ord(y))$, e quindi
|
||||
$\ord(xy) = p^k$ per qualche $k$. Pertanto anche
|
||||
$xy \in G(p)$. Dal momento che $G(p)$ è finito,
|
||||
questo dimostra che $G(p)$ è un sottogruppo.
|
||||
la chiusura sull'operazione di gruppo implica anche
|
||||
l'esistenza dell'inverso, e dunque
|
||||
$G(p)$ è un sottogruppo di $G$.
|
||||
\end{remark}
|
||||
|
||||
\begin{remark}
|
||||
$G(p)$ è un sottogruppo caratteristico di $G$. Infatti
|
||||
Si osserva che $G(p)$ ha ordine $p^n$, dove
|
||||
$p^n \exactdiv n = \abs{G}$ e che se $H \leq G$
|
||||
è un sottogruppo di ordine $p^i$, $H$ è chiaramente
|
||||
un sottogruppo di $G(p)$. Pertanto, si può definire
|
||||
equivalentemente $G(p)$ come il $p$-sottogruppo\footnote{
|
||||
Chiaramente $G(p)$ è un $p$-sottogruppo. Infatti,
|
||||
se $q$ fosse un primo diverso da $p$ che divide
|
||||
$\abs{G(p)}$, per il Teorema di Cauchy esisterebbe
|
||||
un elemento di ordine $q$ in $G(p)$, $\Lightning$.
|
||||
} massimo
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per inclusione di $G$.
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||||
\end{remark}
|
||||
|
||||
\begin{remark}
|
||||
La $p$-componente $G(p)$ è anche un sottogruppo caratteristico di $G$. Infatti
|
||||
$\varphi \in \Aut(G)$ lascia invariato l'ordine di
|
||||
un elemento di $G(p)$, e quindi $\varphi(G(p)) = G(p)$.
|
||||
Alternativamente si può utilizzare l'osservazione
|
||||
precedente e notare che $G(p)$ è l'unico sottogruppo
|
||||
del suo ordine\footnote{
|
||||
In ogni caso $G$ è abeliano e quindi, poiché
|
||||
tutti i $p$-Sylow sono coniugati, $G(p)$ è l'unico $p$-Sylow di $G$, e dunque
|
||||
è caratteristico perché unico del suo ordine.
|
||||
Più elementarmente, ogni $p$-sottogruppo di $G$
|
||||
è contenuto in $G(p)$, e quindi è l'unico del suo
|
||||
ordine.
|
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}.
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||||
\end{remark}
|
||||
|
||||
\begin{remark}
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||||
La dimostrazione del teorema di struttura segue
|
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il seguente schema:
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||||
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\begin{scheme}
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La dimostrazione del Teorema di struttura si fonda su
|
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due teoremi che verranno dimostrati nel seguito e che
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vengono ora enunciati:
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\begin{itemize}
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||||
\item Se $G$ è abeliano con $\abs{G} = p_1^{e_1} \cdots p_r^{e_r}$, allora $G \cong G(p_1) \times \cdots \times G(p_r)$, ossia $G$ è isomorfo al prodotto diretto tra
|
||||
le sue $p$-componenti. Tale decomposizione di $G$
|
||||
@@ -52,7 +122,7 @@
|
||||
$G \cong \ZZmod{p_1^{r_1}} \times \cdots
|
||||
\times \ZZmod{p_1^{r_s}}$.
|
||||
\end{itemize}
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||||
\end{remark}
|
||||
\end{scheme}
|
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\begin{proof}[Dimostrazione a priori]
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Per il primo teorema, $G$ si può decomporre nelle sue
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@@ -73,16 +143,28 @@
|
||||
|
||||
Applicando allora il Teorema cinese del resto si ottiene
|
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l'esistenza della fattorizzazione secondo il Teorema
|
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di struttura per gruppi abeliani finiti.
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||||
L'unicità segue dal primo teorema riapplicando il Teorema
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cinese del resto al contrario. %TODO: estendi
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di struttura per gruppi abeliani finiti. L'unicità segue
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riapplicando prima il primo teorema e poi il
|
||||
secondo teorema.
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\end{proof}
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%TODO: esempio su Z_26 x Z_169 x Z_8 x Z_12
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\begin{example}[$\ZZmod{26} \times \ZZmod{169} \times \ZZmod{12}$]
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Si scrive il gruppo $G = \ZZmod{26} \times \ZZmod{169} \times \ZZmod{12}$ seguendo le regole del Teorema di struttura.
|
||||
Poiché $26 = 2 \cdot 13$, $169 = 13^2$ e $12 = 2^2 \cdot 3$,
|
||||
applicando il Teorema cinese del resto si può scrivere $G$
|
||||
come:
|
||||
\[ G \cong (\ZZmod{2} \times \ZZmod{13}) \times (\ZZmod{13^2}) \times (\ZZmod{2^2} \times \ZZmod{3}). \]
|
||||
Facendo commutare i fattori come nella dimostrazione
|
||||
del Teorema di struttura otteniamo che:
|
||||
\[ G \cong (\ZZmod{2^2} \times \ZZmod{13^2} \times \ZZmod{3}) \times (\ZZmod{2} \times \ZZmod{13}), \]
|
||||
e quindi vale la seguente decomposizione in fattori
|
||||
invarianti per $G$:
|
||||
\[ G \cong \ZZmod{2028} \times \ZZmod{26}, \]
|
||||
dove si osserva che $26 \mid 2028$.
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\end{example}
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Si dimostrano i due teoremi:
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Si dimostrano adesso i due teoremi impiegati nella dimostrazione
|
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del Teorema di struttura:
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\begin{theorem}
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||||
Se $G$ è abeliano con $\abs{G} = p_1^{e_1} \cdots p_r^{e_r}$, allora $G \cong G(p_1) \times \cdots \times G(p_r)$, ossia $G$ è isomorfo al prodotto diretto tra
|
||||
@@ -92,14 +174,7 @@
|
||||
\end{theorem}
|
||||
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\begin{proof}
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Si dimostra per induzione sul numero $s$ di primi distinti
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nella fattorizzazione di $\abs{G}$. Se $s=1$,
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$G$ coincide con l'unica sua $p$-componente. Sia
|
||||
ora $s \geq 2$. Se $\abs{G} = m m'$ con $m'>1$ e
|
||||
$\MCD(m, m') = 1$. Mostro che $G \cong mG \times m'G$. \medskip
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%TODO: continuare con Bezout
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||||
%TODO
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||||
\end{proof}
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||||
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\begin{theorem}
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@@ -109,4 +184,182 @@
|
||||
$G \cong \ZZmod{p_1^{r_1}} \times \cdots
|
||||
\times \ZZmod{p_1^{r_s}}$.
|
||||
\end{theorem}
|
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|
||||
\begin{proof}
|
||||
%TODO
|
||||
\end{proof}
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I gruppi moltiplicativi $\ZZmulmod{p^k}$ e $\ZZmulmod{2p^k}$,
|
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con $p$ numero primo, sono completamente classificati e
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||||
sono note le loro decomposizioni in fattori invarianti,
|
||||
come mostra il fondamentale:
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\begin{theorem}
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Sia $p$ un numero primo dispari e $k \in \NN^+$. Allora,
|
||||
$\ZZmulmod{p^k}$ e $\ZZmulmod{2p^k}$ sono gruppi
|
||||
ciclici. Per $k > 2$, vale inoltre che
|
||||
$\ZZmulmod{2^k} \cong \ZZmod{2} \times \ZZmod{2^{k-2}}$,
|
||||
mentre $\ZZmulmod{2} \cong \{e\}$ e $\ZZmulmod{4} \cong
|
||||
\ZZmod{2}$. \medskip
|
||||
|
||||
|
||||
In particolare per $n \geq 1$, $\ZZmulmod{n}$ è ciclico se e solo se
|
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$n$ è $1$, $2$, $p^k$ o $2p^k$ con $p$ primo dispari.
|
||||
\end{theorem}
|
||||
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\begin{proof}
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||||
Chiaramente $\ZZmulmod{2} \cong \{e\}$ e
|
||||
$\ZZmulmod{4} \cong \ZZmod{2}$ dacché hanno uno
|
||||
ordine $1$ e l'altro ordine $2$. \medskip
|
||||
|
||||
|
||||
Sia ora $p$ un numero primo dispari. Allora l'ordine di
|
||||
$G = \ZZmulmod{p^k}$ è $\varphi(p^k) = p^k - p^{k-1} =
|
||||
p^{k-1}(p-1)$. È dunque sufficiente trovare in
|
||||
$\ZZmulmod{p^k}$ un elemento $x$ di ordine
|
||||
$p^{k-1}$ e uno $y$ di ordine $p-1$ per concludere
|
||||
che $\ZZmulmod{p^k}$ è ciclico. Infatti $\MCD(p^{k-1}, p-1) = 1$ e $x$ e $y$ commutano, dunque, in tal caso, si avrebbe
|
||||
che $\ord(xy) = \abs{G}$. \medskip
|
||||
|
||||
|
||||
Si mostra che $1+p$ ha ordine esattamente $p^{k-1}$ in
|
||||
$\ZZmulmod{p^k}$ mostrando per induzione che
|
||||
\[ (1+p)^{p^{i-2}} \equiv 1 + p^{i-1} \pod{p^i}, \]
|
||||
per $i \geq 2$. Per $i = 2$, la tesi è banale. Si
|
||||
assuma allora l'ipotesi induttiva. \medskip
|
||||
|
||||
Per l'ipotesi induttiva vale allora che
|
||||
$(1+p)^{p^{i-3}} = 1 + p^{i-2} + \alpha p^{i-1}$ per qualche
|
||||
$\alpha \in \ZZ$, e quindi:
|
||||
\[ (1+p)^{p^{i-2}} \equiv ((1+p)^{p^{i-3}})^p \equiv
|
||||
(1 + p^{i-2}(1 + \alpha p))^p \pod{p^i}. \]
|
||||
Applicando allora il Teorema del binomio di Newton,
|
||||
vale che:
|
||||
\[ (1+p)^{p^{i-2}} \equiv 1 + p^{i-1}(1+\alpha p) + \sum_{j=2}^{p} \binom{p}{j} p^{j(i-2)}(1 + \alpha p)^j \pod{p^i}. \]
|
||||
Si osserva che $\binom{p}{j}$ è sempre divisibile per $p$
|
||||
con $2 \leq j \leq p$, e dunque ogni termine della
|
||||
somma è divisibile per $p^i$. Infatti $j(i-2)+1 \geq i$
|
||||
per $j \geq \lfloor 1 + \frac{1}{i-2} \rfloor = 1$. Allora
|
||||
si conclude che:
|
||||
\[ (1+p)^{p^{i-2}} \equiv 1 + p^{i-1}(1+\alpha p) \equiv 1 + p^{i-1} \pod{p^i}, \]
|
||||
completando l'induzione. \medskip
|
||||
|
||||
|
||||
Allora vale che $(1+p)^{p^{k-1}} \equiv 1 + p^k \pod{p^{k+1}}$,
|
||||
e quindi $(1+p)^{p^{k-1}} \equiv 1 \pod{p^k}$. Pertanto
|
||||
l'ordine di $(1+p)$ è della forma $p^i$ con $i \leq k-1$.
|
||||
Si mostra che $\ord(1+p) \nmid p^{k-2}$. Infatti vale
|
||||
che:
|
||||
\[ (1+p)^{p^{k-2}} \equiv 1 + p^{k-1} \not\equiv 1 \pod{p^k}. \]
|
||||
Si conclude dunque che $\ord(1+p) = p^{k-1}$. \bigskip
|
||||
|
||||
|
||||
Si consideri ora l'omomorfismo $\pi : \ZZmod{p^k} \to \ZZmod{p}$ tale per cui $[x]_{p^k} \xmapsto{\pi} [x]_p$.
|
||||
Si verifica facilmente che tale mappa è ben definita,
|
||||
infatti $a \equiv b \pod{p^k} \implies a \equiv b \pod{p}$. \medskip
|
||||
|
||||
|
||||
Sia $\pi^*$ la restrizione di $\pi$ a $\ZZmod{p^k} \to
|
||||
\ZZmod{p}$. Si osserva che tale restrizione è ben definita dacché
|
||||
$\MCD(p^k, a) = 1 \iff \MCD(p, a) = 1$. Allora anche
|
||||
$\pi^*$ è un omomorfismo e, come $\pi$, è surgettivo.
|
||||
Poiché $\ZZmulmod{p}$ è ciclico in quanto gruppo moltiplicativo finito del campo $\ZZmulmod{p}$, allora,
|
||||
dacché $\abs{\ZZmulmod{p}} = \varphi(p) = p-1$,
|
||||
esiste $x \in \ZZmulmod{p}$ tale per cui $\ord(x) = p-1$.
|
||||
\medskip
|
||||
|
||||
|
||||
Dal momento che $\pi^*$ è surgettivo, esiste $y \in \ZZmulmod{p^k}$ tale per cui $p-1 = \ord(x) \mid \ord(y)$.
|
||||
Allora esiste $z \in \gen{y}$ tale per cui $\ord(z) = p-1$.
|
||||
Pertanto $(1+p)z$ ha ordine $p^{k-1}(p-1)$, e dunque
|
||||
$\ZZmulmod{p^k}$ è ciclico. \medskip
|
||||
|
||||
|
||||
Dacché $p$ è dispari, vale che
|
||||
$\ZZmulmod{2p^k} \cong \ZZmulmod{2} \times
|
||||
\ZZmulmod{p^k} \cong \ZZmulmod{p^k}$, e quindi
|
||||
anche $\ZZmulmod{2p^k}$ è ciclico. \medskip
|
||||
|
||||
|
||||
Sia ora $k > 2$. Chiaramente $[5]_{2^n} \in
|
||||
\ZZmulmod{2^k}$ dal momento che $\MCD(5, 2^k) = 1$.
|
||||
Si mostra che $\ord([5]_{2^n})$ ha ordine
|
||||
$2^{n-2}$ in $\ZZmulmod{2^k}$. Analogamente a prima
|
||||
si dimostra per induzione che per $n \geq 3$:
|
||||
\[ (1 + 4)^{2^{n-3}} \equiv 1 + 2^{n-1} \pod{2^n}. \]
|
||||
Chiaramente per $n=3$, $(1 + 4) \equiv 1 + 4 \pod{8}$.
|
||||
Si assuma ora l'ipotesi induttiva. Allora
|
||||
$(1+4)^{2^{n-4}} = 1 + 2^{n-2} + \alpha 2^{n-1}$ per qualche
|
||||
$\alpha \in \ZZ$. Vale dunque che:
|
||||
\[ (1 + 4)^{2^{n-3}} \equiv (1 + 2^{n-2} + \alpha 2^{n-1})^2
|
||||
\pod{2^n}, \]
|
||||
e quindi:
|
||||
\[ (1 + 4)^{2^{n-3}} \equiv 1 + 2^{2(n-2)} + \alpha^2 2^{2(n-1)} + 2^{n-1} + \alpha 2^n + \alpha 2^{2n-3} \pod{2^n}. \]
|
||||
Pertanto vale che $(1 + 4)^{2^{n-3}} \equiv 1 + 2^{n-1} \pod{2^n}$, concludendo l'induzione. \medskip
|
||||
|
||||
|
||||
Allora $(1 + 4)^{2^{k-2}} \equiv 1 + 2^k \pod{2^{k+1}}$,
|
||||
e quindi $(1 + 4)^{2^{k-2}} \equiv 1 \pod{2^k}$. Pertanto
|
||||
$\ord([5]_{2^k}) = 2^i$ con $i \leq k-2$. Tuttavia
|
||||
$(1 + 4)^{2^{k-3}} \equiv 1 + 2^{k-1} \pod{2^k}$, e quindi
|
||||
$\ord([5]_{2^k})$ vale esattamente $2^{k-2}$. \medskip
|
||||
|
||||
|
||||
Per il Teorema di struttura, $\ZZmulmod{2^k}$ può
|
||||
dunque essere isomorfo solo a $\ZZmod{2} \times
|
||||
\ZZmod{2^{k-2}}$ o a $\ZZmod{2^{k-1}}$. È dunque
|
||||
sufficiente mostrare che $\ZZmulmod{2^k}$ non può
|
||||
essere ciclico. Si considerino i due sottogruppi
|
||||
$H_1 = \gen{5^{2^{k-3}}}$ e $H_2 = \gen{-5^{2^{k-3}}}$.
|
||||
Entrambi i sottogruppi sono di ordine $2$ e sono
|
||||
distinti. Infatti, $5^{2^{k-3}} \equiv -5^{2^{k-3}} \pod{2^k}$
|
||||
implicherebbe $2 \cdot 5^{2^{k-3}} \equiv 0 \pod{2^k}$, e
|
||||
quindi varrebbe $2^{k-1} \mid 5^{2^{k-3}}$, \Lightning.
|
||||
Se però $\ZZmulmod{2^k}$ fosse ciclico, esisterebbe un
|
||||
unico sottogruppo di ordine $2$. Pertanto
|
||||
$\ZZmulmod{2^k}$ è isomorfo a $\ZZmod{2} \times
|
||||
\ZZmod{2^{k-2}}$, come desiderato. \bigskip
|
||||
|
||||
|
||||
Si consideri ora $\ZZmulmod{n}$. Se $n$ è $1$, $2$,
|
||||
$4$, $p^k$ o $2p^k$ con $p$ dispari, $\ZZmulmod{n}$ è
|
||||
ciclico per quanto dimostrato. \medskip
|
||||
|
||||
|
||||
Si mostra ora per induzione su $n \geq 1$ che $\ZZmulmod{n}$ è ciclico
|
||||
se e solo se $n$ è $1$, $2$,
|
||||
$4$, $p^k$ o $2p^k$ con $p$ dispari. Per $(\ZZ \quot \ZZ)^*$,
|
||||
la tesi è banale.
|
||||
Sia ora $\ZZmulmod{n}$
|
||||
ciclico. Allora, se $n$ fosse uguale ad $ab$ con
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$\MCD(a, b) = 1$ e $a$, $b > 1$, varrebbe $\ZZmulmod{n} \cong
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\ZZmulmod{a} \times \ZZmulmod{b}$. Dal momento che
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$\ZZmulmod{a} \cong \ZZmulmod{a} \times \{e\}$,
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che a sua volta si identifica come sottogruppo di
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$\ZZmulmod{n}$, e quindi ciclico, $\ZZmulmod{a}$ stesso
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è ciclico, e analogamente anche $\ZZmulmod{b}$. Pertanto
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deve valere $\MCD(\varphi(a), \varphi(b)) = 1$. \medskip
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Dal momento che $\varphi(a)$ può essere o $1$ o un
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numero pari, così come $\varphi(b)$, si può assumere
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senza perdita di generalità che $\varphi(a) = 1$,
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e dunque che $a$ sia $1$ o $2$. Poiché $\ZZmulmod{b}$
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è ciclico e $b$ è strettamente minore di
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$n$, per il passo induttivo $b$ può essere
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$1$, $2$, $p^k$ o $2p^k$. Dal momento che $\MCD(a, b) = 1$,
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$b$ può essere solo $1$ o $p^k$, e quindi $n = 2$ o
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$n = 2 p^k$. \medskip
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Se invece $n = ab$ con $\MCD(a, b) = 1$ implica che
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uno tra $a$ e $b$ sia $1$, allora $n$ è $1$ o una
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potenza di un primo, detto $p^k$. Se $p = 2$,
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allora, per $k \geq 3$, $\ZZmulmod{2^k}$
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conterrebbe una copia isomorfa di $\ZZmulmod{8} \cong
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\ZZmod{2} \times \ZZmod{2}$. In tal caso,
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non essendo $\ZZmulmod{8}$ ciclico, nemmeno $\ZZmulmod{2^k}$
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è ciclico, e quindi $2^k$ può essere solo $1$, $2$ o
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$4$. Si conclude così la dimostrazione del teorema.
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\end{proof}
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\end{document}
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BIN
Binary file not shown.
+3
-3
@@ -13,9 +13,9 @@
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I teoremi di Sylow rappresentano, insieme al teorema di
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struttura per gruppi abeliani finiti, lo strumento più
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importante e applicabile dell'algebra elementare. Attraverso
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questi teoremi, lo studio e la classificazione dei gruppi
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finiti viene enormemente facilitata e ridotta ai suoi
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importante e avanzato della teoria dei gruppi elementare.
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Attraverso questi teoremi, lo studio e la classificazione dei
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gruppi finiti viene enormemente facilitata e ridotta ai suoi
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$p$-sottogruppi. \medskip
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@@ -232,7 +232,12 @@
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\newcommand{\Dn}{D_n}
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\newcommand{\Sn}{S_n}
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\newcommand{\mulgrp}[1]{\left(#1\right)^*}
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\newcommand{\ZZmulmod}[1]{\mulgrp{\ZZmod{#1}}}
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\newcommand{\bij}{\leftrightarrow}
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\newcommand{\ZZpmod}[1]{\ZZ \quot {\left(#1\right)} \ZZ}
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\newcommand{\ZZmod}[1]{\ZZ \quot #1 \ZZ}
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\newcommand{\cleq}[1]{\overline{#1}}
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@@ -271,6 +276,7 @@
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\newtheorem*{proposition}{Proposizione}
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\newtheorem*{summary}{Sommario}
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\newtheorem*{theorem}{Teorema}
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\newtheorem*{scheme}{Schema della dimostrazione}
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\newcommand{\basis}{\mathcal{B}}
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\newcommand{\BB}{\mathcal{B}}
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Reference in New Issue
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