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Antonio De Lucreziis 12 months ago
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@ -86,45 +86,22 @@ Ora introdurremo alcuni risultati fondamentali di teoria dei nodi tra cui le def
Dato un embedding $f : X arrow Y$, un punto $p in X$ allora $f$ si dice *localmente piatto* in $p$ se $exists U subset bb(R)^3$ intorno di $p$, tale che
] <locally-flat>
#{
set align(center)
#grid(
columns: (1fr, 1fr),
gutter: 1em,
align: center + horizon,
grid(
columns: 3,
gutter: 1em,
align: center,
$U$, $approx$, $bb(D)^2 times [0, 1]$,
$U inter K$, $<->$, ${ 0 } times [0, 1]$,
)
}
#align(center, image("assets/locally-flat.jpg", width: 35%))
// #align(
// center,
// cetz.canvas(
// {
// import cetz.draw: *
// hobby((0, 1), (0.6, 0.6), (1, 0), omega: 2, name: "l")
// content((name: "l", anchor: 33%), box(fill: white, $x$))
// circle((name: "l", anchor: 33%), radius: (2em, 3em))
// // let angle = cetz-path-angle("l", 33%)
// let result = cetz.path-util.direction((line((0, 1), (0.6, 0.6), (1, 0)),), 33%)
// content((1, 1), [#result])
// },
$U inter f(X)$, $<->$, ${ 0 } times [0, 1]$,
),
align(center, image("assets/locally-flat-v2.png", width: 6cm)),
)
// length: 33%,
// ),
// )
inoltre $f$ si dice *localmente piatto* (ovunque) se lo è in ogni punto di $X$.
inoltre $f$ si dice embedding *localmente piatto* se lo è in ogni punto di $X$.
// #let locally-flat-def = ref-link(<locally-flat>)[localmente piatto]
@ -139,7 +116,7 @@ inoltre $f$ si dice *localmente piatto* (ovunque) se lo è in ogni punto di $X$.
],
)
Esistono anche nodi non tame come il precedente, ma d'ora in avanti considereremo solo nodi tame. #margin-note[l'immagine sotto è presa da wikipedia, aggiungere una citazione?]
Esistono anche nodi non tame come quello riportato nella figura precedente @wiki:wild_knot, ma d'ora in avanti considereremo solo nodi tame.
// #todo[
// Disegno nodo non tame
@ -182,9 +159,9 @@ Passiamo ora al caso in cui abbiamo un nodo con più di una componente
]
Possiamo generalizzare tutte le definizioni che diamo per i nodi ai link, sostituendo $bb(S)^1$ con $bb(S)^1 union dots.c union bb(S)^1$ con le opportune modifiche.
Possiamo generalizzare tutte le definizioni che diamo per i nodi ai link, sostituendo $bb(S)^1$ con $bb(S)^1 union dots.c union bb(S)^1$ apportando le giuste modifiche.
Introduciamo ora il concetto di equivalenza combinatoria di link poligonali in $bb(R)^3$, questo è il primo passo che ci permette di descrivere l'equivalenza tra nodi attraverso sequenza finita di mosse.
Introduciamo ora il concetto di equivalenza combinatoria di link poligonali in $bb(R)^3$; questo è il primo passo che ci permetterà di descrivere l'equivalenza per isotopia ambiente tra nodi attraverso una sequenza finita di mosse.
#definition[
Due link $L_1, L_2$ sono *combinatorialmente equivalenti* se si ottengono uno dall'altro tramite un numero finito delle seguenti mosse:
@ -256,13 +233,19 @@ Quindi dato $L subset bb(R)^3$ link poligonale, esiste una proiezione regolare $
Due diagrammi di link equivalenti sono collegati da una successione finita di isotopie planari e mosse di Reidemeister.
]
#todo[Varie considerazioni sul teorema di Reidemeister]
Il modo principale in cui utilizzeremo il teorema di Reidemeister è attraverso la seguente proprietà. Indichiamo con $scr(D)$ l'insieme dei diagrammi di nodi e link.
// #todo[Commenti su come si usa il teorema di Reidemeister ottenere un modo per capire se due nodi non sono equivalenti]
#proposition[
Data una funzione $phi : scr(D) arrow S$ con $S$ un insieme (eventualmente con una qualche struttura come quella di anello) con la proprietà che $D tilde D' => phi(D) = phi(D')$ allora se $phi(D) != phi(D') => D tilde.not D'$, in particolare se $D, D'$ sono diagrammi per $K, K'$ allora $K tilde.not K'$.
]
#proof[
È la forma contronominale del teorema di Reidemeister.
]
// Se $phi$ è una funzione invariante a meno di mosse di Reidemeister, ci permette di dire verificare se due link non sono equivalenti
Funzioni con la stessa proprietà di $phi$ sono quindi invarianti di nodi o link per isotopia ambiente e ci danno un modo di distinguerli. Più avanti vedremo ad esempio il polinomio $F_K (a, z) : scr(D) arrow bb(Z)[a, a^(-1), z, z^(-1)]$ che risulterà essere un invariante di isotopia ambiente per link orientatati.
Come abbiamo generalizzato nodi a link possiamo ripetere tutto anche aggiungendo un'orientazione e studiare *nodi e link orientati* ed abbiamo anche una variante orientata del teorema di Reidemeister.
Come abbiamo generalizzato da nodi a link possiamo ripetere tutto anche aggiungendo un'orientazione e studiare *nodi e link orientati* ed abbiamo anche una versione orientata del teorema di Reidemeister.
== Operazioni su Diagrammi
@ -356,7 +339,7 @@ Possiamo chiederci cosa succede se ci restringiamo all'equivalenza generata solo
Due nodi o link $K_1, K_2$ si dicono equivalenti a meno di *isotopia regolare* se due loro diagrammi sono equivalenti a meno di isotopie planari e mosse II e III di Reidemeister.
]
#figure(image("assets/ambient-regular-isotopy-difference.jpg"))
#figure(image("assets/ambient-regular-isotopy-difference.jpg", width: 13cm))
Una prima cosa che possiamo notare è che tutte le mosse R1 possono essere "fattorizzate" in modo da averle tutte raggruppate insieme. #margin-note[Magari aggiungere la dimostrazione di questa cosa]
@ -616,16 +599,33 @@ $
Prima di passare a descrivere la definizione induttiva diamo alcune definizioni di manipolazioni di un diagramma.
#definition[
Sia $K$ un diagramma, $U$ la sua ombra planare#footnote[Ovvero per $K subset bb(R)^3$ poniamo $U colon.eq pi(K) subset bb(R)^2$] e $p in U$ un punto di partenza direzionato in $U$.
Sia $K$ un diagramma, $cal(U)$ la sua ombra planare#footnote[Ovvero per $K subset bb(R)^3$ poniamo $U colon.eq pi(K) subset bb(R)^2$] e $p in cal(U)$ un punto di partenza direzionato in $cal(U)$.
]
- Il suo *nodo (o link) banale standard* associato detto $hat(K)(cal(U), p)$ è definito come segue: si prende il primo punto di partenza direzionato e si inizia a percorrere l'ombra planare in quella direzione e si rende ogni incrocio un sopra-incrocio quando ci si passa sopra per la prima volta.
#figure(
image(
"assets/standard-unlink-construction.png",
width: 12cm,
),
caption: [
Un link con $3$ componenti e punti di partenza direzionati $p_1, p_2, p_3$. In #box(radius: 3pt, outset: (y: 3pt), inset: (x: 2pt), fill: rgb("#91cdff"))[azzurro] sono evidenziati gli incroci che sono cambiati rispetto al link di partenza.
],
)
- Il suo *nodo banale standard* associato detto $hat(K)(U, p)$ è definito come segue:
- Sia $K$ un link, $lambda = (lambda_n, dots, lambda_0)$ una sequenza di etichette di incroci allora poniamo
#todo[Disegno standard unknot]
$
A_i^lambda = E_lambda_i S_lambda_(i-1) dots.c space S_lambda_0
#h(2em)
B_i^lambda = e_lambda_i S_lambda_(i-1) dots.c space S_lambda_0
$
- #todo[Operazioni compatte $A_i^lambda$ e $B_i^lambda$]
notiamo che per $i=0$ abbiamo che $A_0^lambda K = E_lambda_0 K$ e $B_0^lambda K = e_lambda_0 K$ che è l'unico caso degenere per questa definizione.
- #todo[Operazione compatta $sum_K (lambda)$]
]
- #todo[Operazione compatta $sum_K (lambda)$]
L'idea per la definizione induttiva è di considerare dato un nodo o un link $K$ il suo nodo o link discendente standard $hat(K)$. Questo induce una sequenza di indici $lambda$ che indichiamo con $0, dots, n$. Se la applichiamo incrementalmente a $K$ otteniamo le seguenti relazioni

@ -82,25 +82,23 @@
)
}
#let proof(body) = block(
spacing: 11.5pt,
{
emph[Dimostrazione.]
[ ]
body
h(1fr)
// Add a word-joiner so that the proof square and the last word before the
// 1fr spacing are kept together.
sym.wj
// Add a non-breaking space to ensure a minimum amount of space between the
// text and the proof square.
sym.space.nobreak
$square$
},
)
#let proof(body) = block({
// v(-0.25em)
emph[Dimostrazione.]
[ ]
body
h(1fr)
// Add a word-joiner so that the proof square and the last word before the
// 1fr spacing are kept together.
sym.wj
// Add a non-breaking space to ensure a minimum amount of space between the
// text and the proof square.
sym.space.nobreak
$square$
})
#let ref-link(target, content) = {
show link: it => {

@ -27,6 +27,14 @@
language = {en}
}
@online{wiki:wild_knot,
author = {Jkasd},
title = {Wild knot.svg},
year = {2008},
url = {https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Wild_knot.svg},
note = {Public domain, via Wikimedia Commons}
}
@book{crowell1977introduction,
title = {Introduction to Knot Theory},
author = {Crowell, R.H. and Fox, R.H.},

@ -462,47 +462,43 @@
// },
// )
// Display the abstract
if abstract != none {
// set text(script-size)
// show: pad.with(x: 2em)
// set align(center + horizon)
pad(
x: 2em,
grid(
columns: 1,
v(6em),
{
set align(center)
[*Abstract:*]
},
v(1em),
{
set align(start)
abstract
},
v(2em),
),
)
// {
// set align(center)
grid(
rows: (auto, 1fr, 2fr),
align: center + horizon,
v(2em),
{
if abstract != none {
pad(
x: 2em,
grid(
columns: 1,
{
set text(size: 16pt)
// [*Abstract*]
[*Abstract*]
},
// abstract
// }
}
v(1em),
{
set align(start)
abstract
},
),
)
}
},
{
set text(size: 16pt)
[*Indice*]
// pagebreak()
v(0.25em)
// layout(size => v(size.height * 25% - 6pt))
set text(size: 12pt)
outline(title: none, depth: 2, indent: 1em)
},
)
outline(title: "Indice", depth: 2, indent: 1em)
context { counter("fact").update(2) }

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